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(Jamma) – C’è preoccupazione per la mancanza di collaborazione tra le autorità italiane antimafia, la polizia di Malta e le autorità di regolamentazione in quanto questo ha indebolito la lotta contro l’attività irregolare.

E’ quanto emerso da alcune fonti interne alla Malta Gaming Authority, secondo cui sebbene il regolatore non sia un’agenzia di polizia, è stato più volte raggiunto da informazioni di intelligence sulle attività irregolari che hanno coinvolto alcune società registrate a Malta.

“Il problema è che non c’è collaborazione tra le autorità italiane che indagano sulla mafia, la polizia di Malta e autorità come la nostra. Siamo letteralmente tenuti all’oscuro e scopriamo cosa sta accadendo dalla stampa italiana”, si sono lamentate le fonti.

Joseph Cuschieri, presidente esecutivo della MGA, ha dichiarato di voler “iniziare una collaborazione” con la Commissione anti-mafia in Italia e qualsiasi altra autorità che voglia essere informata sull’attività degli operatori italiani di gioco a Malta. Mercoledì scorso ha riferito al Times of Malta della presenza di “una manciata” di aziende italiane registrate sull’isola, ma che in realtà non operano li, che verranno sottoposte ad un’attenta attività di controllo.

La mossa segue l’arresto da parte delle autorità italiane di Benedetto Bacchi, sospettato di essere un membro di Cosa Nostra siciliana, all’inizio di questo mese. Conosciuto come il “Re delle slot machine”, gli inquirenti credono che Bacchi sia presumibilmente dietro a centinaia di negozi di giochi d’azzardo, ognuno dei quali generava milioni di euro. Le autorità italiane credono che stesse usando le compagnie con sede a Malta per riciclare denaro prodotto dalla mafia da traffico di droga, estorsioni e altre attività illecite.

“In considerazione dei recenti avvenimenti in Italia e degli arresti effettuati dalla polizia italiana in relazione a presunti reati organizzati, il profilo di rischio di alcuni modelli di business adottati dai concessionari italiani è in fase di revisione e il controllo è stato migliorato per ridurre al minimo eventuali rischi presenti e futuri nella giurisdizione maltese”, ha affermato Cuschieri.

Le fonti della MGA hanno espresso il timore che la mafia italiana stia usando Malta per riciclare denaro attraverso società di gioco fittizie registrate sull’isola. “Ogni volta che abbiamo un problema di criminalità organizzata e riciclaggio di denaro che coinvolge una società di giochi registrata a Malta, risulta sempre essere un’azienda italiana o avere collegamenti con l’Italia”, hanno detto.

L’autorità di gioco ha già da tempo iniziato a controllare alcune società registrate a Malta e che operavano all’estero. “Abbiamo frenato notevolmente queste situazioni perché il sistema viene abusato. Tre anni fa, avevamo circa 30 aziende registrate qui che facevano affari in Italia, ora ne abbiamo solo un paio”, hanno osservato le fonti.

Il caso più eclatante in cui la mafia italiana ha utilizzato la giurisdizione di gioco maltese è emerso nel 2015 quando la polizia italiana e le forze dell’ordine internazionali hanno sequestrato beni a sei società. L’operazione internazionale aveva rivelato che la ‘ndrangheta possedeva tre licenze di gioco maltesi collegate a due società riuscendo in questo modo a riciclare milioni di euro.

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