Il processo in Roma fissato per la discussione all’udienza del 28 giugno si apre ad una serie di problematiche, su cui Jamma ha chiesto l’opinione del difensore dell’imputato titolare del CED, avvocato Marco Ripamonti.

Lo stesso ha così commentato: “Una prima questione utile ai fini della difesa è comprendere che tipo di sanzioni ADM abbia adottato verso il concessionario, atteso che la raccolta con intermediazione a fronte di concessione per la sola raccolta a distanza può comportare la revoca della concessione stessa, mi accingo quindi ad inviare ad ADM nota di richiesta informazioni in ordine a ciò. C’è inoltre la questione risarcitoria da parte dell’indagato verso il concessionario stesso, che andrà valutata all’esito del processo. Altra singolare problematica emersa dal processo e’ rappresentata dalla autorizzazione, di cui era comunque titolare il concessionario per la raccolta a distanza in questione, di poter pagare vincite conseguite nell’ambito del GAD presso punti della eventuale rete fisica appartenente alla stesso operatore o del gruppo di riferimento. Si tratta di una modalità operativa che parrebbe concretarsi in un vantaggio, conferito a certuni operatori dotati sia di rete fisica e sia di rete a distanza, tale da potenziarli rispetto a quei concessionari a distanza dotati solo di PVR. Potrebbe in effetti apparire come un indebito vantaggio, è una situazione che in effetti merita approfondimento, suscettibile di rimostranze da parte di questi ultimi che potrebbero lamentare una penalizzazione ingiusta sul profilo della concorrenza rispetto ai primi, atteso che si sa quanto sia importante per il pubblico potersi avvalere anche della modalità di riscossione presso l’esercizio di proprio riferimento”.