Il Tribunale di Roma emetterà il verdetto il 28 giugno

Vicenda singolare quella di un titolare di pvr in Roma, al quale nel 2017 è stato contestato il reato di raccolta abusiva di scommesse ex art.4 legge 401/89 per avere rilasciato ticket e incassato poste di gioco secondo le indicazioni del concessionario, con cui era convenzionato, autorizzato alla raccolta a distanza.

A sua discolpa il titolare del pvr aveva prodotto il contratto predisposto dal concessionario e sottoscritto tra le parti nel quale, però, era stata inserita una clausola che abilitava il titolare del pvr a pagare le vincite ai clienti presso il PVR medesimo.

L’istruttoria dibattimentale si è concretata nella audizione di testimoni, tra cui funzionario di ADM il quale, esaminato il contratto, ne ha affermato la non conformità riguardo a tale modalità di pagamento, preclusa per la raccolta a distanza.

Il teste si è anche riservato di produrre documentazione circa eventuale autorizzazione, conferita al concessionario, idonea a consentire tale modalità di pagamento vincite presso la rete fisica. All’esito di tale produzione e della discussione delle parti, verrà emessa sentenza.