“Nel 2020, tutti le dimensioni del gioco hanno fatto registrare una forte diminuzione rispetto al 2019 causata soprattutto dalla situazione di emergenza sanitaria da Covid-19: -20,05 per cento per la Raccolta, -17,24 per cento per le Vincite, -33,23 per cento per la Spesa e -36,27 per cento per l’Erario. La riduzione delle entrate erariali è, in particolare, dovuta alla sospensione della Raccolta del gioco fisico durante i mesi di lockdown. Analizzando, infatti, il contributo all’Erario delle varie tipologie di gioco fisico e a distanza, emerge una sostanziale riduzione dell’apporto del gioco fisico sul totale e, in particolare del settore apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT), la cui tassazione prevista (PREU) è più elevata rispetto alle altre tipologie di gioco. Nel 2020, il PREU ha rappresentato il 49,59 per cento della voce Erario, rispetto al 63,93 per cento del 2019”. E’ quanto si legge nel Libro Blu 2020 di Adm.

“Tale riduzione, però, non può essere ascritta esclusivamente alla sospensione del gioco dovuta dall’emergenza epidemiologica, ma anche ad altre concause di tipo legislativo. In particolare, l’introduzione della tessera sanitaria per l’utilizzo degli apparecchi VLT a decorrere dal 1° gennaio 2020 ha prodotto, unitamente alla progressiva attuazione nel corso dell’anno di diverse normative regionali in materia di distanza dei punti di gioco dai luoghi sensibili, un calo della raccolta del gioco tramite VLT. Nel 2019, infatti, il contributo all’Erario da parte del settore VLT era pari a 1.832,89 milioni di euro che rappresentavano il 16,14 per cento del totale del gettito erariale, mentre nel 2020 si è verificato un drastico calo con un contributo al gettito erariale che è sceso a 694,73 milioni di euro e, percentualmente, al 9,59 per cento del totale.

Nel complesso, la voce “Altro” evidenzia un aumento del contributo all’Erario, dal 14,15 per cento nel 2019 ad un contributo del 22,04 per cento nel 2020. Incidono nell’aumento di circa il 50 per cento, la presenza in questo settore di tipologie di gioco esclusivamente a distanza che non hanno risentito della chiusura della rete fisica causa contrasto alla pandemia, nonché l’inclusione dei “Giochi a base sportiva”, il cui contributo erariale sul totale del 2020 è pari 4,91 per cento nel 2020 rispetto al 3,08 per cento del 2019.

Per quanto riguarda il gioco a distanza si rileva, nel corso del triennio 2018-2020, un aumento del contributo erariale del “Betting exchange”, una particolare tipologia di gioco, offerto da pochi concessionari per una categoria specifica di giocatori appassionati a questo tipo di scommessa. Per i “Giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo” e i “Giochi di sorte in quota fissa” si rileva un incremento del gettito erariale del 45,33 per cento rispetto al 2019. I valori del “Poker cash” mostrano un incremento del 37,55 per cento e i “Giochi di carte in forma di torneo” incrementano del 60,40 per cento del contributo all’Erario, manifestando l’aumento del gioco nel periodo della pandemia durante la quale è stata sospesa la Raccolta del gioco su rete fisica. In tal senso sono emblematici i dati del “Bingo di sala” che, in termini di Erario, registrano una diminuzione pari al 48,73 per cento rispetto ai livelli del 2019.

La Raccolta derivante dal gioco

L’emergenza pandemica ha indotto i giocatori a rivolgersi al mondo del gioco a distanza che, infatti, nel corso del 2020 ha fatto registrare il sorpasso rispetto al gioco fisico in termini di Raccolta. Rappresentativo è l’incremento registrato dalle “Scommesse virtuali” (+152,60 per cento rispetto alla Raccolta del 2019) seguite dai “Giochi a base ippica” (+89,22 per cento), tale incremento è dovuto soprattutto alla chiusura dei punti vendita ed allo spostamento di una parte dei giocatori delle “Scommesse sportive a quota fissa” dalla rete fisica verso l’on-line. Il calo del gioco fisico, però, non è integralmente compensato dalla crescita del gioco a distanza: da tale dato, si può dedurre, da un lato, che una larga fetta della Raccolta è stata assorbita dal mondo del gioco illegale, a riprova di come il gioco pubblico e il presidio del territorio tramite gli esercizi autorizzati sia un argine fondamentale contro il dilagare del gioco illegale in mano alla criminalità organizzata.

Dall’altro, può essere spiegato con una sorta di “abitudinarietà” di alcune tipologie di giocatori, in particolare i giocatori di apparecchi da intrattenimento per i quali non è indifferente il tipo di gioco offerto, non approcciandosi, pertanto, ad altri generi di giochi anche in forma on-line. L’aumento registrato per il gioco a distanza ha solo attenuato il calo della Raccolta, dovuto sia al fatto che determinate tipologie tipiche del gioco fisico (ad es. apparecchi da intrattenimento) non hanno partecipato per un arco temporale di 5 mesi, che alle preferenze dei giocatori che non hanno gradito le modalità on-line dei “Giochi numerici a totalizzatore”, del “Lotto” e delle “Lotterie”.

Infatti, per i “Giochi numerici a totalizzatore” la preferenza dei giocatori è stata, anche per il 2020, la modalità di gioco fisica (96,6 per cento) piuttosto che per la modalità on-line (3,4 per cento) nonostante le limitazioni dovute alla situazione di emergenza sanitaria. Per quanto riguarda il dato relativo al “Bingo”, la chiusura delle sale quale strumento di contrasto al diffondersi della pandemia, ha fatto registrare nel 2020, per il gioco fisico, una riduzione, rispetto al 2019, del 55,07 per cento per la Raccolta, del 53,30 per cento delle Vincite e del 59,20 per cento della Spesa. Va sottolineato, inoltre, come al calo della Raccolta del gioco fisico, pari al 47,20 per cento rispetto al 2019, non corrisponda un calo del gettito proporzionale, visto che il gettito erariale derivante dal gioco fisico è diminuito del 39,05 per cento fra il 2019 e il 2020, a testimonianza da un lato di una fiscalità che incide di più sul gioco fisico piuttosto che su quello on-line e, dall’altro, dell’aumento generale della pressione fiscale sul settore.

A livello regionale, al di là del fenomeno straordinario legato all’emergenza da Covid-19, già dal 2019 si era registrata una flessione del dato relativo alla Raccolta del gioco fisico in alcune Regioni (su tutte Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Calabria, Emilia-Romagna, Marche e Lazio) dovuta sia alla riduzione del numero di apparecchi AWP in esercizio sul territorio, sia all’entrata in vigore delle regolamentazioni comunali in materia di orari di apertura dei punti gioco.

Nella categoria dei “Giochi a totalizzatore” rientrano l’Ippica d’Agenzia, l’Ippica nazionale, i Concorsi pronostici sportivi e le Scommesse a totalizzatore; mentre nei “Giochi a quota fissa” rientrano le Scommesse ippiche a quota fissa, le Scommesse multiple a riferimento e le Scommesse sportive a quota fissa.

Nel “Gioco a totalizzatore” l’importo da riscuotere in caso di vincita non è predeterminato al momento della giocata. Tale categoria di gioco è caratterizzata dalla presenza di un montepremi, costituito da una percentuale prefissata della Raccolta, che viene ripartito tra i giocatori che hanno realizzato vincite. Nel “Gioco a quota fissa” l’importo da riscuotere in caso di vincita è predeterminato al momento della giocata, la vincita dunque è il risultato del prodotto tra la quota offerta e l’importo giocato.

Dall’analisi dei dati si osserva come la Raccolta dei “Giochi a totalizzatore” si è quasi dimezzata nel 2020. Tale tipologia di gioco ha subito più dei “Giochi a quota fissa” l’effetto della pandemia a causa, oltre che della chiusura della rete fisica, anche della riduzione del numero dei palinsesti di gioco che sono stati condizionati dall’effettivo svolgersi degli avvenimenti.

I Concorsi pronostici sportivi offerti nel 2020 sono stati 35 a fronte dei 39 del 2019 mentre le Scommesse di ippica nazionale sono passate dalle 4.129 del 2019 alle 3.438 del 2020. Al contrario delle Scommesse a quota fissa che hanno mantenuto un’offerta costante nel corso dell’anno, pur se in determinati periodi ridotta e qualitativamente minore, essendo il palinsesto formato da avvenimenti nazionali e internazionali. Pertanto, la chiusura degli ippodromi e dei campionati di calcio nazionali, è stata in parte sopperita da corse e avvenimenti internazionali.

Il gioco a distanza

Nel corso del 2020 i dati relativi all’apertura di nuovi conti di gioco mostrano una correlazione negativa rispetto alle fasce d’età più giovani. Questo risultato non trova corrispondenza con il trend relativo ai conti di gioco già attivi, che mostra il valore maggiore in corrispondenza della fascia di età tra 25 e 34 anni. Dall’analisi emerge che, nel corso del 2020, il numero dei conti di gioco aperti da uomini e da donne è aumentato, rispettivamente del 30,20 per cento e del 35,49 per cento rispetto a 2019. L’incremento percentuale maggiore si registra per il dato relativo ai giocatori di età compresa tra 18 e 24 anni, che più degli altri hanno stipulato nuovi contratti di conto di gioco, probabilmente come conseguenza del lockdown.

Analizzando la ripartizione del numero di nuovi conti di gioco aperti nel 2020 per Regione, i valori maggiori si riscontrano in corrispondenza della Campania, della Lombardia, della Sicilia e del Lazio, mentre i più bassi in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Basilicata. La voce “estero”, che comprende gli utenti italiani con residenza all’estero che hanno aperto un conto di gioco nel 2020, rappresenta lo 0,22 per cento. I dati riportati nel grafico corrispondono, in linea generale, alle dimensioni delle popolazioni residenti nelle singole Regioni italiane.
L’incremento medio nazionale del numero di conti di gioco è stato pari al 72 per cento e intorno a questo valore si attestano tutti i valori regionali, seppur con un minimo scostamento.

I “Giochi a base sportiva” risultano essere stati i più interessanti per i giocatori on-line, che rappresentano il 27,42 per cento degli utenti per il 2020. Risulta elevato anche il dato dei “Giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo” e dei “Giochi di sorte a quota fissa”, i cui utenti rappresentano il 21,27 per cento sul totale. I valori più bassi riguardano il “Betting exchange” e i “Giochi a base ippica”. Mentre per il primo la ragione risiede nella peculiarità del tipo di scommessa e nella limitata dimensione della platea specialistica dei relativi giocatori, per i “Giochi a base ippica” la ragione è da individuare, probabilmente, nella interruzione delle manifestazioni ippiche oggetto delle scommesse, e anche nel fatto che dette attività sono, per tradizione, svolte presso le agenzie di scommesse piuttosto che da remoto.

In misura prevalente gli utenti sono titolari di un numero di conti di gioco pari, al massimo pari a 10. Ciò dimostra che è diffusa l’abitudine di attivare più di un conto di gioco, probabilmente per intercettare le offerte più appetibili dei vari concessionari.

Per quanto riguarda il valore medio delle giocate per tipologia di gioco a distanza, l’importo più alto si registra per il “Poker cash” che, per natura del gioco, comporta, nel corso della partita, un livello di impegno economico maggiore rispetto ad altre tipologie di gioco quali le “Scommesse” e, maggiormente, il “Bingo”.

Dai dati, nel 2020, il 78,64 per cento delle giocate è stato effettuato da utenti di fascia d’età compresa tra i 18 e i 54 anni. Mentre, l’importo medio delle giocate è compreso tra 20 e 35 euro circa per quasi tutte le fasce d’età analizzate, registrando valori più alti per gli utenti di età superiore a 95 anni.

La rete di vendita dei Giochi

La rete degli esercizi che ospitano apparecchi da intrattenimento AWP, per quanto capillare su tutto il territorio nazionale, evidenzia prima facie un dato: il numero degli apparecchi AWP ubicato in Lombardia è pari ai 2/3 degli apparecchi ubicati in tutto il sud (escluse le isole) ovvero è superiore al numero di apparecchi presenti nella fascia centrale della penisola (Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo). In realtà, se si passa dai valori assoluti a valori percentuali, rapportando, pertanto, il numero degli apparecchi AWP al numero degli abitanti di ciascuna regione emerge che il dato della Lombardia è solo di poco sopra la media nazionale (1 apparecchio ogni 217 abitanti contro la media nazionale che si attesta su circa 1 apparecchio per 226 abitanti), mentre le Regioni con la più alta densità di apparecchi per abitante sono il Molise e la Sardegna che si attestano su valori di 1 apparecchio ogni 165 abitanti e a seguire l’Abruzzo (1 su 181 abitanti). Molto al di sotto della media nazionale, invece, Regioni come la Valle d’Aosta (1 apparecchio ogni 662 abitanti), Trentino-Alto Adige (1 su 416), Piemonte (1 su 366) e Sicilia (1 su 352). Tutte le altre non si discostano molto dalla media nazionale.
Il numero degli esercizi che ospitano apparecchi AWP, invece, è in forte calo nell’ultimo quadriennio: si passa dai quasi 77.000 esercizi del 2017 ai circa 54.000 del 2020, con un calo generalizzato in tutte le Regioni sicuramente influenzato, nel 2020, dall’emergenza pandemica, ma dovuto soprattutto alla riduzione del numero degli apparecchi AWP tra il 2017 e il 2018.

Per quanto riguarda, invece, gli apparecchi VLT il dato è molto diverso. La regione con la più alta densità è il Veneto (1 VLT ogni 801 abitanti), a seguire l’Abruzzo (1 su 807 abitanti) e la Toscana (1 su 873 abitanti). La media nazionale si attesta su 1 apparecchio VLT su 1.058 abitanti. La Sardegna che ha il più alto indice di apparecchi AWP per abitanti, invece, è la regione con meno apparecchi VLT (1 su 3.535 abitanti), mentre Lombardia, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna sono sopra la media nazionale (1 VLT ogni i 904/977 abitanti).
Le sale VLT sono distribuite sul territorio in modo molto disomogeneo: il 15,27 per cento si concentra nel territorio lombardo, il 12,26 per cento in Campania e il 10,22 per cento nel Lazio. Le sale ubicate in Lombardia registrano, inoltre, una media di apparecchi per sala più elevata rispetto alla media (14,8 apparecchi VLT contro una media nazionale di 11,9).
Per quanto riguarda gli apparecchi Comma 7, per i quali non sono previste vincite in denaro, si denota una maggior concentrazione in Emilia-Romagna, seguita, molto distaccata, dalla Puglia e dalla Campania.

Dall’analisi della rete di vendita per tipologia di gioco sul territorio nazionale, emerge che la Lombardia, il Lazio e la Campania detengono la quantità maggiore di numero di punti vendita per “Giochi numerici a totalizzatore”, “Lotterie” e “Lotto”, che in termini percentuali rappresentano il 35,96 per cento sul totale. Mentre, il maggior numero di sale Bingo è registrato in Sicilia (28 sale).

Il numero degli apparecchi AWP è rimasto sostanzialmente stabile a partire dall’anno 2018. Tale fenomeno è legato a quanto previsto dall’articolo 1, comma 943, della Legge 28 Dicembre 2015, n. 208 e successive modificazioni[18], che ha fissato un tetto massimo di apparecchi AWP presenti sul territorio nazionale pari a 265.000 unità a decorrere dal 2018.
Il numero di AWP dotato di nulla osta di esercizio (che siano in esercizio o in magazzino), però, rimane costantemente più basso in ragione degli apparecchi che, in ogni momento sono oggetto di sostituzione del nulla osta o di dismissione. La differenza, quindi, fra gli apparecchi in esercizio e il numero massimo di apparecchi previsto dalla legge (pari a 3.814 unità al 31 Dicembre 2020) se da un lato può definirsi fisiologico, dall’altro è frutto delle misure straordinarie adottate nel corso del 2020 e, pertanto, sarà pressoché assorbita nell’esercizio del 2021 con l’utilizzo dei nulla osta che sono rimasti inutilizzati.

Per quanto riguarda gli apparecchi VLT, il numero degli apparecchi effettivamente collocati nelle sale collaudate è tornato quasi al livello del 2017, allorché, però, le sale attive erano molte di più (4.947 sale contro le 4.708 sale del 2020), con un aumento quindi della media di apparecchi VLT per sala che, nel 2020 è pari a 11,9 mentre nel 2017 era di 11,2.
Gli apparecchi senza vincita in denaro (Comma 7), invece, dopo un forte flessione fra il 2015 e il 2017 hanno ricominciato a prendere quota, crescita che dovrebbe confermarsi anche per gli anni futuri a seguito dell’adozione delle nuove regole tecniche di produzione per tali tipologie di apparecchi avvenuta con la Determinazione direttoriale n. 151294 del 18 Maggio 2021.

Numero di concessioni e autorizzazioni

Nel corso del triennio 2018-2020 il numero di concessioni si è ridotto di 35 unità per i giochi a base sportiva e ippica e di 7 unità nel bingo da sala; mentre è incrementato di 9 unità per i giochi on-line (GAD). La diminuzione del numero delle sale bingo è dovuta all’adozione di alcuni provvedimenti di decadenza adottati dall’Agenzia in ragione di inadempimenti rilevati a carico delle Società concessionarie”.