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(Jamma) – “Gli orari sono una soluzione che dal 2010 alcuni sindaci d’Italia hanno cominciato a mettere sul tavolo per gestire problemi di gioco che hanno rilevato sul loro territorio. Siamo di fronte ad un canitere a cielo aperto con idee di regolamentazione interessantissime, ma che riguardano un comparto che sta lavorando dal 2001, quindi c’è una forte immaturità, perchè sono passati solo 17 anni. E’ immaturo il legislatore, così come probabilmente anche il comparto, che comunque è straqualificato. L’utenza, dal canto suo, è ancora meno matura, bisogna educare le persone”.

E’ quanto dichiarato dall’avvocato Geronimo Cardia, dello Studio Legale Cardia & Cardia, nell’ambito del convegno “Rovigo: liberi di scegliere. Sì al gioco lecito no all’illegalità”, promosso dall’Istituto Milton Friedman al Ridotto del Teatro Sociale.

“Dobbiamo confrontarci con delle idee importanti per regolamentare bene un settore già operativo e che rispetta già delle norme. Le misure contenitive dell’offerta di gioco sono state principalmente di tre tipi e consistono nel divieto assoluto di pubblicità adottato da alcune Regioni, poi riduzione orari e infine le distanze. Nel primo caso si hanno problemi evidenti, basti pensare a chi acquista uno spazio pubblicitario nazionale, è ovvio che una regolamentazione territoriale no va bene; ridurre gli orari di gioco non porta ad un calo dei malati di Gap, così come tagliare gli orari delle pasticcerie non fa diminuire il numero di diabetici; infine sulle distanze abbiamo fatto uno studio costosissimo ed è praticamente venuto fuori che diventa quasi impossibile giocare nella maggior parte delle città o regioni che hanno adottato questo tipo di restrizione, con attività tagliate fuori in oltre il 99% del territorio. Si tratta di fatto di un effetto espulsivo. Secondo i nostri studi abbiamo notato che i giocatori si dividono in tre categorie: quelli razionali, quelli problematici e infine i patologici, gli ultimi due non si fermano ai 500 metri, hanno addirittura la forza di volontà di spostarsi fuori città o regione ed è quindi evidente che la finalità per la quale il distanziometro viene imposto non viene soddisfatta. Questo riguarda spesso anche il giocatore razionale, che a differenza dei precedenti non si sposta per giocare, ma se è vero che a volte preferisce fare altro, molte altre pur di giocare si collega ai siti online .it e soprattutto su quelli .com, illegali” ha concluso Cardia.

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