“Tra i molti effetti del lockdown c’è stata una riduzione del gioco sia terrestre che online, allo stesso tempo però con la riduzione delle limitazioni c’è stato un immediato rialzo, non in termini assoluti di aumento sfrenato del gioco online, ma più che altro in ottica dei tempi di gioco. Aumenta il tempo di gioco in una situazione in cui si è costretti a stare a casa”.

Lo ha detto l’avvocato Cristiano Iurilli, esperto del settore e docente dell’Università di Giurisprudenza Tor Vergata a Roma, intervenendo alla trasmissione “Al vostro servizio” di Radio InBlu.

“Il discorso della pubblicità è un grande problema per l’ordinamento italiano, bisogna prendere una decisione. Ci sono forti restrizioni alla pubblicità sui giochi e scommesse, bisognerebbe iniziare a pensare a una regolamentazione del settore pubblicitario al fine di creare delle forme di pubblicità progresso possibilmente obbligatorie per i concessionari per aumentare la cultura del gioco degli italiani in riferimento ad un settore che ricordiamolo, è lecito. Creare oggi dei database comuni per incrociare dati e intercettare comportamenti che in una prima fase potrebbero essere anche solo problematici e non patologici potrebbe dare una grande mano alla risoluzione del gioco problematico o patologico. Uno dei primi indici di problematicità o patologia è infatti l’operatività bancaria, come soprattutto avviene per i giochi online. Ci vorrebbe una stretta collaborazione anche con il settore bancario per creare una rete di database per intercettare questi comportamenti. Quello della privacy ovviamente è un problema, è una situazione difficile, ci stiamo lavorando in ambito universitario, bisognerebbe creare delle forme di equilibrio tra la privacy del singolo e la lotta al gioco patologico”.

E’ quindi intervenuto Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell’ambulatorio area dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma: “Il lockdown ha portato sicuramente a giocare di più, ma non più pericolosamente. Il problema sono la noia e la rabbia conseguente alla noia. Sono aumentate le ore di gioco? Per quanto riguarda il gaming io dico per fortuna, è un settore che può avere aiutato i ragazzi a sostenere una realtà che è troppo pesante. Non dobbiamo considerare un incremento del gaming come un pericolo ma come uno strumento necessario a mantenere l’unico equilibrio possibile in questo momento così difficile. Per il gioco d’azzardo ovviamente il discorso è diverso. A prescindere dal lockdown il punto focale è l’azzardo collegato al rischio, è come una sostanza eccitante. Nel gioco d’azzardo online, soprattutto nelle scommesse, che possono essere fatte 24 ore su 24 e dove i soldi non sono soldi ma diventano numeri, si aggrava la situazione e viene meno la percezione che i ragazzi hanno della perdita. Il gioco d’azzardo online è ampiamente sottovalutato, ci sono tanti giovani che giocano. Oggi si sono moltiplicate le occasioni di gioco, è aumentato tantissimo lo spazio per giocare”.