Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da alcune società di gioco contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Agenzia delle Dogane – Direzione Regionale Lazio in cui si chiedeva la riforma dell’ ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 02243/2021, resa tra le parti riguardante il no alla riapertura delle attività.

Si legge: “Premesso che le società appellanti chiedono la riforma dell’ordinanza cautelare n. 02243/2021 con cui il TAR per il Lazio, sede di Roma, Sezione Prima, ha respinto l’istanza cautelare avverso le misure di sospensione delle attività delle “….. sale giochi, sale scommesse, anche riguardo alle sole convalide delle schedine, misure adottate a seguito dell’emergenza pandemica da Covid; considerato che il provvedimento impugnato ha visto prorogata la sua efficacia in parte qua dall’art.1, co.1, d.l.1 aprile 2021, n. 44 e che tale circostanza impone un approfondimento nella sede del merito, essendo materia – da cui derivano i divieti per cui è causa – disciplinata da fonti non più di rango secondario; considerato che la fonte primaria è ulteriormente intervenuta in materia prevedendo all’art. 7, co.1, d.l. 18 maggio 2021, n. 65, recante Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19 che “Dal 1° luglio 2021, in zona gialla, sono consentite le attivita’ di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casino’, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attivita’ differente, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020”; considerato che sussistono giusti motivi per la compensazione integrale delle spese del presente grado di giudizio cautelare.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) respinge l’appello. Compensa le spese del grado cautelare”.