endrizzi
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(Jamma) – “Azzardo e Autovelox sono due diversi modi per succhiare soldi agli italiani”. E’ quanto dichiarato da Giovanni Endrizzi (M5S) in aula al Senato in occasione della discussione sulla Manovra correttiva.

“Il Governo sostiene che in questa “manovrina” – è poi clamoroso l’utilizzo di questo termine giornalistico, che la fa sembrare una cosa innocua – ha ridotto le slot machine. Premesso che questa misura era già contenuta nell’ultima legge di bilancio e in questo caso si ha semplicemente un ritocco, essa va ad incidere su un settore che vede già apparecchi in calo di gettito, perché sopravanzati da nuove “macchinette mangiasoldi” di nuova generazione, ovvero le videolottery (VLT).

In una videolottery vengono inseriti sette volte i denari contenuti in una slot machine; ebbene, il Governo interviene su queste ultime ma non sulle più pericolose videolottery. Ciò significa che si va a tagliare qualche ramo secco di un settore che già subisce una concorrenza. E dove si va ad incidere? Si incide prima dove ce ne sono troppe, dove ce ne sono di più e dove hanno uno scarso rendimento. Si va a toccare il settore in crisi e non quello che invece sta maggiormente pompando denari presi dalle tasche della povera gente.

C’è ancora un altro aspetto che voglio evidenziare. A tale settore si dà in cambio la possibilità, prevista non in questo provvedimento bensì nella bozza di accordo in Conferenza Stato-Regioni, di tenere aperte queste sale per più e più ore: in base ai regolamenti comunicali, oggi sono aperte per otto ore e si vuole portare il minimo a diciotto ore, libere peraltro di piazzarsi a centocinquanta metri da scuole, ospedali e chiese.

Ma non è finita, perché c’è anche l’emendamento ad personam. Abbiamo un emendamento che svincola i concessionari delle sale bingo dal rispettare l’obbligo di mantenere costante la sede in cui operano, come previsto nelle convenzioni di concessione. Ebbene, tra tutte le duecentoventi sale esistenti in Italia, questo provvedimento andrà a toccare un’unica sala in Romagna. Non risulta che suddetta sala debba avere un trattamento privilegiato rispetto agli imprenditori. Se sopraggiungono fatti di causa maggiore, un imprenditore si adegua o chiude; la sussistenza di una concessione non può garantire un privilegio, laddove quella concessione prevede degli obblighi. Qui si stanno togliendo degli obblighi mantenendo i privilegi: non è più rischio d’impresa, ma protezionismo di Stato” ha aggiunto Endrizzi.

“Il Governo tenta in ogni modo di convincerci che è contro l’azzardo, ma in questa legislatura abbiamo visto ben altro: liberalizzazione selvaggia, condoni, sanatorie, mancette, protezionismi a cui non si sono sottratti né Enrico Letta né Renzi, che prima contestava Letta e poi ha razzolato allo stesso modo. Questo Governo cosa ci infila nella manovrina? Una riduzione delle slot machine. Bravo, direte, ma era già prevista nella legge di bilancio passata. Qui si anticipano un po’ i tempi, ma è poca cosa.

Gli italiani devono sapere che le slot machine da bar sono un settore già saturo: ce ne sono circa 400.000 e dico circa perché un discreto numero sono in magazzino e vedete anche voi che ci sono bar con sette-otto macchinette e non tutte sono occupate. E infatti il decreto-legge prevede che si vadano a togliere dove sono troppo affollate o rendono meno e non lo dico io, ma c’è scritto: «in relazione alla distribuzione regionale, sulla base della redditività degli apparecchi». Gli italiani, allora, devono sapere che queste macchinette soffrono la concorrenza di una nuova generazione di apparecchi, ancor più pericolosi, che solo le videolottery (VLT), dove si giocano banconote con puntate fino a 10 euro in pochi secondi. Ce ne sono 50.000 circa e in proporzione ottengono una raccolta sette volte maggiore delle sorelle da bar. Il Governo per queste macchine vampiro non prevede alcuna limitazione nella manovrina. Si tagliano i rami secchi da un settore saturo e si lascia prosperare quello che pompa maggiormente.

L’aumento della tassazione che viene richiamato è fumo negli occhi, perché il Governo si prepara a mettere la museruola alle regole comunali e regionali spingendo per un accordo in Conferenza unificata Stato-Regioni, che consentirebbe alle sale slot di piazzarsi vicino a chiese e scuole (150 metri sono due minuti a piedi). E, mentre oggi i Comuni possono limitare gli orari di apertura di queste sale a otto ore al giorno, il Governo vorrebbe consentire un minimo di diciotto ore. Quindi con una mano prende, ma promette che con l’altra restituirà con gli interessi: sono soldi della povera gente, in fondo.

Emendamenti non ne hanno fatto passare uno che sia uno e si sa perché: è stata posta la fiducia. Allora ho presentato un ordine del giorno perché almeno questo potesse essere accolto. Infatti, il decreto direttoriale del 6 agosto 2009 prevede che le videolottery non superino il 14 per cento delle slot machine. E quindi, se il Governo volesse essere coerente, dovrebbe dire che, riducendo le slot machine, diminuisce anche il numero di VLT, e invece non accade niente di tutto ciò. Questo significa due cose: o la riduzione delle slot machine è finta, oppure si stanno spingendo gli italiani da un mercato all’altro, da macchinette impattanti a macchinette ancora più pericolose, e cioè dalla padella alla brace” ha concluso Endrizzi.

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