Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna, sezione staccata di Parma (Sezione Prima), ha disposto – tramite due ordinanze praticamente identiche – gli incombenti istruttori a carico del Comune di Piacenza in riferimento a due ricorsi presentati contro il Comune di Piacenza in cui si chiedeva l’annullamento dei rispettivi provvedimenti aventi ad oggetto “Sala giochi/sala scommesse sita a Piacenza in via (…)”; della deliberazione della Giunta comunale di Piacenza n. 435 del 21 dicembre 2017, avente ad oggetto “Individuazione dei luoghi sensibili ai sensi della L.R. n. 5/2013 e della D.G.R. n. 831/2017 e approvazione della relativa mappatura” e relativi allegati, richiamata per relationem dal suddetto provvedimento; della successiva determinazione dirigenziale del Comune di Piacenza avente ad oggetto “Individuazione dei luoghi sensibili ai sensi della L.R. n. 5/2013 e della D.G.R. n. 831/2017 – integrazione alla mappatura del Comune di Piacenza approvata con delibera di Giunta n. 435 del 21/12/2017”, mai comunicata alla ricorrente.

Si legge in entrambe le ordinanze del Tar: “La società ricorrente, attiva nel settore del gioco lecito, gestisce la propria attività commerciale nel Comune di Piacenza ove è ubicata la sala giochi di sua proprietà. A seguito di adozione, da parte dell’ente locale, di una mappatura dei luoghi sensibili presenti nel proprio territorio, è emerso che la sopra menzionata sala scommesse è situata a distanza inferiore di 500 metri da un luogo sensibile (Chiesa Evangelica nel primo ricorso e scuola elementare nel secondo ricorso, ndr) e, conseguentemente, il Comune di Piacenza ha adottato i provvedimenti, generali e di diffida di cui in epigrafe, avverso i quali la società ha proposto il ricorso introduttivo del presente giudizio ed i successivi motivi aggiunti, chiedendone l’annullamento e deducendo motivi relativi alla violazione di legge, eccesso di potere per difetto di istruttoria ed altre figure sintomatiche.

Si è ritualmente costituito in giudizio il Comune di Piacenza, eccependo profili ostativi in rito e chiedendo la reiezione del ricorso. Le parti hanno, poi, depositato altre memorie e, infine, all’udienza pubblica del 20 ottobre 2021, la causa è stata trattenuta in decisione. Il Collegio rileva che la causa non appare ancora matura per la decisione. Preso atto di quanto sopra rappresentato, il Collegio osserva che risulta necessario chiarire alcuni punti e che tale chiarimento deve essere fornito dal Comune di Piacenza”.

Nella prima ordinanza si legge inoltre: “Si ritiene pertanto necessario, ai fini del decidere, disporre incombenti istruttori a carico del Comune di Piacenza, ordinando l’esibizione di una dettagliata relazione di chiarimenti sulla vicenda dedotta in contenzioso, con particolare e puntuale riferimento alla operatività o meno attualmente della sala scommesse di che trattasi, all’eventuale adozione intervenuta di ulteriori provvedimenti nei suoi confronti da parte del Comune, allo stadio della procedura di diversa localizzazione dell’esercizio in questione posta l’attuale prossimità alla segnalata Chiesa Evangelica, alla modalità di calcolo della contestata distanza (244 m) ed all’effettivo svolgimento presso il luogo sensibile vicino all’attività dell’odierna ricorrente di effettiva attività di culto, e, infine, alla presenza o meno di un effetto espulsivo nel Comune di Piacenza nei confronti delle attività di scommesse in ragione dell’avvenuta individuazione, sul predetto territorio comunale, dei luoghi sensibili con i provvedimenti comunali menzionati nel ricorso (l’effetto espulsivo dovrà essere valutato anche con riferimento alla possibilità di svolgimento dell’attività di che trattasi nei luoghi posti a debita distanza dai luoghi sensibili)”.

Nella seconda ordinanza si si legge inoltre: “Si ritiene pertanto necessario, ai fini del decidere, disporre incombenti istruttori a carico del Comune di Piacenza, ordinando l’esibizione di una dettagliata relazione di chiarimenti sulla vicenda dedotta in contenzioso, con particolare e puntuale riferimento alla operatività o meno attualmente della sala scommesse di che trattasi, all’eventuale adozione intervenuta di ulteriori provvedimenti nei suoi confronti da parte del Comune, allo stadio della procedura di diversa localizzazione dell’esercizio in questione posta l’attuale prossimità alla segnalata scuola elementare e, infine, alla presenza o meno di un effetto espulsivo nel Comune di Piacenza nei confronti delle attività di scommesse in ragione dell’avvenuta individuazione, sul predetto territorio comunale, dei luoghi sensibili con i provvedimenti comunali menzionati nel ricorso (l’effetto espulsivo dovrà essere valutato anche con riferimento alla possibilità di svolgimento dell’attività di che trattasi nei luoghi posti a debita distanza dai luoghi sensibili)”.

Entrambe le ordinanze concludono: “Al predetto adempimento il Comune di Piacenza dovrà provvedere entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla notificazione o, se antecedente, dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza istruttoria.

La trattazione della causa deve essere conseguentemente rinviata alla successiva udienza pubblica indicata in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma (Sezione Prima), sospesa ogni pronuncia in rito, nel merito e sulle spese in relazione al ricorso indicato in epigrafe, ordina al Comune di Piacenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, di depositare, presso la Segreteria di questo Tribunale, la relazione di chiarimenti sopra indicata, con annessa documentazione, nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla notifica o comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza istruttoria. Rinvia la causa per il prosieguo all’udienza pubblica del 26 gennaio 2022”.