Il decreto legge 23/2020 («Decreto Liquidità»), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 8/04/2020 n. 94 ha disposto la sospensione dei versamenti in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, con particolare riferimento a quelli dell’Iva, delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché delle addizionali regionali e comunali. La sospensione, che riguarda anche tutti i soggetti che operano nel settore del gioco pubblico, è possibile, però, tenendo conto dei ricavi e/o compensi delle imprese e dei lavoratori autonomi e della soglia di 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello attualmente in corso, quindi il 2019.

Per quanto riguarda ricavi e compensi se non viene superata la soglia dei 50 milioni si rende necessario tenere conto, e poter dimostrare in caso di verifica, che l’impresa o il professionista abbia subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 e/o nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta; in presenza, invece, di soggetti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro è necessaria una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di marzo 2020 e/o nel mese di aprile 2020, rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta (2019). Per tutti i soggetti è anche previsto il rinvio dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, scadenti in aprile e maggio. La sospensione riguarda anche i soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 31/03/2019. I versamenti di ritenute, trattenute, contributi e premi sono sospesi anche per gli enti non commerciali (compresi Terzo Settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti) che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa.

Per le imprese e i professionisti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, la sospensione dei versamenti per i mesi di aprile e maggio 2020 si applica a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi del periodo d’imposta precedente, ma pur sempre tenendo conto della realizzata diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020, rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, e nel mese di aprile 2020, rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

Confermata la sospensione dei versamenti già introdotta dai decreti legge precedenti (dl 9/2020 e 18/2020) per i soggetti operanti in quelle categorie economiche più colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria, di cui ai codici ATECO indicati dalle Entrate (risoluzioni 12/E e 14/E del 2020) come le agenzie di viaggio, i tour operator e altre.

A differenza di quanto stabilito nelle bozze del decreto, il parametro per beneficiare del rinvio dei versamenti di aprile e maggio 2020 è quindi quello della riduzione del fatturato o dei corrispettivi rispetto al corrispondente mese (marzo o aprile) del 2019; si ritiene al netto dell’Iva, anche se i corrispettivi rispondono al prezzo effettivamente introitato, quindi comprensivo del tributo.

Altro dettaglio riguarda il fatto che non viene evitato l’aggiornamento delle contabilità, questo inevitabilmente per molti potrebbe essere un problema considerata la chiusura forzata delle imprese, che va ad aggiungersi a una complicata gestione operativa già nella determinazione del preciso ammontare, giacché per tutti i soggetti si deve tenere conto dei ricavi (soglia di 50 milioni) più facilmente individuabile, ma anche dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di due mesi indicati (marzo e aprile), sebbene il soggetto, per esempio, sia un trimestrale ai fini della liquidazione del tributo con la conseguenza che, in tal caso, si rende necessario procedere con la registrazione delle fatture anche e soltanto di aprile 2020.

La valutazione, inoltre, deve essere eseguita per mese di riferimento, quindi marzo 2020 su marzo 2019 e aprile 2020 su aprile 2019. Quindi se in uno dei due mesi la riduzione risulta al di sotto della percentuale indicata (33 o 50%), resta sospeso solo il mese cui si riferiscono i versamenti.

Si segnala, infine, che facendo riferimento al mese di aprile 2020, in presenza di prestazioni di servizio, il contribuente potrebbe essere tentato di contrarre gli introiti (corrispettivi), pensando a utilizzare strumentalmente il principio dettato dall’art. 6 del decreto Iva.