baretta
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(Jamma) – “In questo convulso periodo di campagna elettorale è sicuramente importante parlare di un settore chiave a livello industriale, ma anche per la sensibilità sociale, come è quello del gioco, si tratta di un momento decisivo per il confronto”. E’ quanto dichiarato dal sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, nell’ambito del convegno “Rovigo: liberi di scegliere. Sì al gioco lecito no all’illegalità”, promosso dall’Istituto Milton Friedman al Ridotto del Teatro Sociale. “Quello del gioco è un tema molto controverso, con forti risvolti etici. E’ un tema pieno di aspetti economici, con oltre 90 miliardi di giocato, il 75% che torna in vincite e 9 miliardi di imposte allo Stato. Parliamo di interessi economici che riguardano un importante settore industriale, con forza lavoro, una rete di operatori e imprese produttrici che vantano un invidiabile livello tecnologico”.

“Il punto da cui mi son mosso io è la consapevolezza di un lungo ritardo legislativo imputabile a diversi governi. La prima conseguenza di questo è stata un eccesso di offerta. Basti pensare alle slot che da sole determinano la metà delle entrate erariali. L’eccesso di offerta è nato come intervento di contrasto all’offerta illegale, una partenza seria che ha avuto effetti anche dirompenti e che ha portato ad una maggiore difficoltà di controllo. Queste due cose hanno portato ad una reazione degli enti locali che si sono mossi in autotutela, ma contemporaneamente è cresciuta una sensibilità sociale che negli ultimi tempi sta andando verso il proibizionismo. Da qui l’esigenza di una riforma. Le riforme per essere serie devono avere un asse di riferimento, una idea strategica. L’idea di riferimento da cui sono partito era quella di riportare il gioco come attività normale per la vita delle persone. Il gioco in una condizione di normalità fa parte della tua vita, ma non è la cosa più importante. Perfino la Corte di Cassazione ha fatto riferimento al gioco in questa ottica” ha proseguito Baretta.

“Bisogna combattere l’illegalità e allo stesso tempo il proibizionismo che nega il principio di normalità. Dobbiamo però contrastare anche gli eccessi di gioco nella ricerca di una situazione di equilibrio. Realizzare questa obiettivo effettivamente è un’impresa complessa. Abbiamo fatto dei passi in avanti ma non basta. Oggi dobbiamo puntare ad accrescere la professionalità degli operatori e va detto che questo è un punto condiviso dalle associazioni che li rappresentano. Del resto la formazione degli operatori è fondamentale così come lo può essere la qualità dei punti gioco. L’altro punto è il ricorso alla tecnologia che quando è più raffinata può garantire più sicurezza. Pensiamo a quello che abbiamo proposto per le slot e che non vuol dire apparecchi più aggressivi ma che ci consente di normare l’offerta. Altra questione è quella della riduzione dell’offerta e che in molti casi ha rappresentato la questione più controversa. Dobbiamo evitare che si produca lo spostamento del gioco in aree ‘rosse’ e cominciare ad affrontare la questione della riduzione dell’offerta parlando di distribuzione territoriale. Altro problema è quello degli orari. Personalmente non sono contrario ad una riduzione degli orari di gioco ma non posso non chiedermi se non è il caso di introdurre una regola generale, magari con l’aiuto delle Regioni. Non lo imponiamo a livello nazionale, la nostra è una indicazione. Questo è il quadro a cui siamo arrivati. Siamo sicuramente indietro sull’online, sul quale la regolamentazione formale è molto rigida ma il rischio di illegalità è molto forte. Penso si possa lavorare affinché l’accordo a cui siamo arrivati in Conferenza Unificata si possa rispettare per garantire tutela del giocatore così come degli interessi delle imprese” ha concluso il sottosegretario al Mef Baretta.

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