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Giappone. Il 1 ottobre scorso è entrata in vigore la norma che impone un aumento delle imposte sulle giocate di videogiochi e apparecchi arcade in Giappone. L’aumento imposto è sicuramente contenuto, appena il 2%, tale da portare la percentuale di tassazione dall’8 al 10%. Ma proprio questo aumento rischia di provocare una crisi delle sale giochi del Paese.

Gli apparecchi in Giappone funzionano con due monete ,  ¥ 50 o ¥ 100.

Il problema per gli operatori è che devono scegliere tra una delle due possibili opzioni: o assorbire il prelievo o adottare altre soluzioni cashless. Entrambe le opzioni comportano dei costi.

“Questo settore così potrebbe sparire”, ha detto a Sankei Business un proprietario arcade di 47 anni di Yokohama. “Non possiamo aumentare il prezzo di un gioco da ¥ 100 a ¥ 110. L’unica scelta è che la sala giochi assorba l’aumento delle tasse. ”

Come altrove, l’industria arcade giapponese ha dovuto affrontare molte sfide negli ultimi dieci anni. Nel 2006, c’erano 24.000 sale arcade in Giappone. In dieci anni sono diminuite di quasi la metà, a 14.000.

Se le sale giochi di maggiori dimensioni sono in grado di effettuare l’upgrade di sistemi  cashless, per quelle di minori dimensioni potrebbe essere un vero problema.

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