Maxi blitz antimafia questa notte tra Milano e Palermo, con 91 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

L’inchiesta disarticola due “famiglie” di spicco di Cosa nostra palermitana, il clan dell’Acquasanta e quello dell’Arenella, e ha svelato gli interessi dei clan negli appalti e nelle commesse sui lavori eseguiti ai Cantieri navali di Palermo, nelle attività del mercato ortofrutticolo, nella gestione delle scommesse online e delle slot-machine, oltre che in quella “storica” del traffico di droga e nelle corse dei cavalli.

Lunghissima la lista delle attività commerciali sottoposte al racket del pizzo. Sequestrati anche beni del valore di circa 15 milioni di euro. Nell’operazione sono impegnati 500 uomini delle Fiamme Gialle, con l’appoggio di un mezzo aereo e di unità cinofile addestrate per la ricerca di armi, stupefacenti e valuta.
Da tempo i tre fratelli Fontana, finiti in carcere e considerati esponenti di spicco del clan dell’Acquasanta, vivono a Milano dove hanno spostato il centro dei loro affari e riciclano denaro sporco proveniente da estorsioni, traffico di stupefacenti e controllo del gioco d’azzardo. Gli inquirenti parlano di una vera e propria delocalizzazione al nord che la “famiglia” ha realizzato grazie ad una rete di complici e ai patrimoni accumulati. In Lombardia stavano anche gli insospettabili che gestivano l’ultimo investimento della cosca, la commercializzazione di cialde e capsule di caffè.

Gli approfondimenti della polizia giudiziaria si sono realizzati monitorando soprattutto le attività, tra cui tre agenzia di scommesse a Palermo.