gatti
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) “La politica deve cessare di avere questo atteggiamento dissipativo delle regole che governano il nostro comparto poiché sia dal punto di vista industriale dove la flessione occupazionale è evidente e drammatica, sia dal punto di vista sociale, dove il legale è in fase di sostituzione con l’illecito, occorre la ripresa del controllo del settore”. Così in una intervista esclusiva rilasciata a Jamma, l’Ing. Francesco Gatti (Bakoo Spa) a proposito della situazione attuale nel settore del gioco legale.

D: La situazione attuale, segnata da azioni politiche di difficile attuazione come nel caso Piemonte,  è difficile da interpretare, gli operatori sono disorientati. Cosa ne pensa?

Le recenti norme che regolano il numero massimo di Slot Machine di tipo AWP in Italia si sovrappongono a uno schema politico oramai logoro.

Nonostante si invochi da anni, da parte degli operatori, una regolamentazione ad ampio spettro che comprenda il superamento dei regolamenti locali, si è scelto di non procedere con alcuna regolamentazione lasciando che la politica locale si sostituisse, con tutte le contraddizioni e le miopie del caso, a una legittima, ed inutilmente invocata,norma nazionale.

Il risultato non fa male solo alle imprese del settore, che si vedono danneggiate da un mercato caratterizzato da troppi strappi e inquinato da innumerevoli proposte al limite della laglità come le ultimissime macchine 7C tanto reclamizzate nel sottobosco del comparto, ma influisce negativamente sia sulle casse dello Stato sia sul consumatore finale.

In particolare questo ultimo è stato trasferito da una piattaforma a basso impatto, benché se ne dica, a una di differente appeal e rischiosità in termini di addiction. La testimonianza della crescita sia del mercato illecito – o border line nel caso dei 7/c – sia delle altre tipologie a svantaggio delle awp conferma questa transumanza.

La politica deve cessare di avere questo atteggiamento dissipativo delle regole che governano il nostro comparto poiché sia dal punto di vista industriale dove la flessione occupazionale è evidente e drammatica, sia dal punto di vista sociale, dove il legale è in fase di sostituzione con l’illecito, occorre la ripresa del controllo del settore.

D: Il mercato è in un momento di blocco a causa della regolamentazione sul numero massimo di macchine. Crede che il comparto potrà superare questo stallo?

Il blocco silente dei nullaosta, innescato dalla miopia politica ed industriale del sottosegretario Baretta al quale non va lesinata l’attribuzione della grave responsabilità

di questa nuova fase del comparto, non ha consentito un ricambio delle schede elettroniche con nuove e più performanti.

Il perdurare di questa situazione si risolverà negativamente nella gestione contabile di fine anno segnando una grave flessione degli introiti dal gioco lecito insistendo ancora su una fisiologica contrazione determinata dalla diminuzione del numero di apparati.

Il nostro settore è fondato sulla rapidità di azione. Un corretto turnover garantisce il mantenimento dei livelli di incasso. L’impossibilità di sostituzione parziale del parco macchine con l’inserimento di nuovi giochi è invece gravosamente impattante sul comparto a tutti i livelli. E gli introiti calano.

Occorre che ADM stringa i tempi e consenta al settore di ripartire facendosi motore ella stessa dell’azione. Purtroppo è stata delegata l’agenzia allo svolgimento di un compito gravoso che la stessa ADM ha svolto responsabilmente in modo subalterno a una politica assente, disinformata e incapace.

D: Era possibile ottenere gli stessi risultati in termini numerici senza attuare la riforma Baretta?

Era possibile ottenere la stessa flessione in termini numerici senza attuare un blocco del comparto mediante il contingentamento correttamente dimensionato del numero di macchine

per singolo esercizio. Ipotizzando un numero massimo di macchine per bar quelle in eccesso sarebbero comunque state eliminate in maniera meno traumatica e immediata.

Questo passaggio a numero massimo invece innesca un’altra situazione gravosa, ovvero la determinazione di un congelamento del settore che sbilancia i rapporti di forza fra concessionari, gestori ed esercenti.

Le macchine vengono spostate da zone meno ricche e meno fruttifere verso aree maggiormente produttive in termini di incasso. Si è ottenuta quindi una ridefinizione geografica del gioco.

Ma dove il lecito viene a mancare l’illecito trova spazio. Lasciando ampie aree in mano alla criminalità si ottiene l’esatto opposto di quanto perseguito da Baretta.

Benché dia a Baretta atto della buona fede con il quale possa avere agito, non posso pensare che non siano state valutate a monte le conseguenze di questa scellerata scelta politica che è all’origine di una situazione paradossale.

D: La politica è l’interlocutore che manca, come da Lei sostenuto in questi anni, quali strade vede praticabili per uscire da questo momento così difficile? 

Il settore dovrà riformarsi nei prossimi mesi inseguendo una ricalibrazione commerciale e politica. La legittimazione, come ci hanno dimostrato questi mesi, non può passare per i concessionari, ma potrebbe partire da una prospettiva inedita, ovvero dal rapporto con gli enti locali.

Il ruolo di garante della liceità non è risultato sufficiente a legittimare il gestore che ha fatto le spese di un’azione politica scomposta e scriteriata, ma nemmeno le stravaganti soluzioni politiche di carattere espulsivo hanno risolto il problema del GAP sul territorio, anzi, dagli ultimi dati pare che la situazione stia involvendo.

Da questa scenario caratterizzato dalla duplice delegittimazione può partire una collaborazione nuova e concreta che alcune associazioni stanno portando avanti da tempo intuendo l’assenza di  un unico, centrale, corrispondente politico.

L’aspettativa per il comparto è non solo la ripartenza industriale ma la stabilità della governance politica del settore necessaria a garantire la programmazione imprenditoriale che a vari livelli è stata impraticabile per troppo tempo.

Commenta su Facebook