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(Jamma) – Amusement protagonista a Riccione, presso il Palazzo dei Congressi, dove si è svolta la conferenza “L’intrattenimento in Italia: i giochi senza vincita in denaro tra impresa, società e regolazione” nell’ambito della prima edizione della manifestazione “FEE: Family Entertainment Expo”.

In Italia, i giochi di puro intrattenimento vivono da oltre un decennio una crisi, economica e regolatoria, che sembra inarrestabile. Troppo spesso assimilato al cosiddetto gioco d’azzardo lecito, il comparto è in cerca di riqualificazione e nuove regole che, pur tutelando il consumatore, consentano un rapido adeguamento all’evoluzione tecnologica, valorizzando nel contempo il ruolo sociale di questa particolare tipologia di prodotto.

L’evento, al quale hanno partecipato studiosi ed esperti della materia, è stato organizzato in collaborazione con l’Unità di ricerca sulle “Nuove Patologie Sociali” dell’Università di Firenze.

Il primo a prendere parola è stato il Consigliere regionale, Dott. Giorgio Pruccoli: “Ho avuto modo di incontrare alcuni di voi per provare a dirimere la questione di un emendamento ‘sbagliato’ che abbiamo votato, secondo cui con un’interpretazione estensiva si rischia che qualsiasi macchina dotata di una spina elettrica rischi di essere vietata ai minori di 18 anni. Voglio chiarire che questa non era la nostra intenzione. C’è una certa schizofrenia sul tema, che spinge spesso il legislatore, in maniera fin troppo emotiva, a prendere dei provvedimenti perchè ci sono pressioni incredibili. Questo è quello che è successo. Sul tema delle ludopatie bisogna essere capaci di discernere ciò che è potenzialmente pericoloso da quello che invece è intrattenimento puro. Siamo nelle condizioni di riscrivere quella norma togliendo ogni fraintendimento che possa compromettere l’operatività di questo settore, che riteniamo nevralgico ed importante anche per l’offerta turistica del territorio. L’11 aprile porteremo in aula il correttivo” ha concluso Pruccoli.

E’ quindi intervenuto il consigliere comunale di Rimini, avvocato Mario Erbetta (Patto Civico): “Sto notando una deriva dovuta a una concezione di stato etico che cerca di imporre dei comportamenti. Questo fa paura, sta venendo un ‘tutto è ludopatico’, sembra che ci si alzi la mattina e qualcuno cavalchi questa onda. Stiamo generalizzando estremamente. La parola magica è ‘educazione alla libertà’. Il divieto di per sé porta solo a spostare il gioco verso l’illegalità. La modifica della legge regionale è stata fatta male, ringraziamo il consigliere Pruccoli per il passo indietro fatto dalla giunta. Bisognerà regolare i ticket, però non demonizzerei neppure questi. Andando avanti così si rischia di far perdere posti di lavoro e far fallire imprese. Anche nel regolamento comunale che andremo a fare terremo conto di queste storture, salvaguarderemo l’impresa” ha concluso Erbetta.

A seguire ha preso parola l’avvocato Cino Benelli, esperto in questioni giuridiche connesse al settore dei giochi pubblici: “Qualche anno fa ho coniato il termine ludofobia, questo non significa che si debbano ignorare i dati sul fenomeno del gioco patologico, che esiste. Non si può però avere un approccio irrazionale rispetto al fenomeno ludico, secondo cui tutto ciò che è gioco non va bene. Questo è un atteggiamento sbagliato, lo dicono anche le sentenze pubblicate oggi dal Tar Toscana, che annulla l’ordinanza del sindaco di Firenze perchè mancavano solide basi scientifiche alle restrizioni orarie. Bisogna che ci sia un approccio scientifico a questo problema”.

E’ poi intervenuto Gennaro Evangelista, studioso di metodologia d’analisi sui rischi connessi al gioco dell’Ateneo fiorentino: “La macchina non è poi così tanto aliena e lontana dall’essere umano, condivide i nostri spazi, ci impone dei comportamenti. Tutta questa regolamentazione e omologazione al gioco d’azzardo non fa bene a quello di puro intrattenimento. E’ anche un freno all’innovazione”.

Mirjana Acimovic, in rappresentanza di Euromat, Federazione europea per il gioco responsabile, ha esposto le questioni normative europee che vi si collegano, proponendo di indagare le peculiari differenze che contraddistinguono l’intrattenimento dai giochi con vincita in denaro, nella prospettiva di recuperare il valore sociale del gioco contro l’isolamento patologico. “In materia di gioco per tutti i membri di Euromat la cosa più importante da sostenere è la responsabilità sociale e la tutela delle persone vulnerabili. In occasione di un summit svolto lo scorso anno a Barcellona abbiamo creato un gruppo di alto livello che si occupa proprio di questo, con lo scopo di promuovere e valorizzare tutte le possibilità connesse. Abbiamo lavorato su dei principi condivisibili” ha detto. “Quando parliamo di gioco d’azzardo, la prima cosa che ho imparato è ciò che è irresponsabile in questo business. Ossia il fatto che si permetta ai player di perdere la cognizione del tempo e di quanto perdono” ha concluso Acimovic.

Infine è intervenuta Franca Tani, Ordinario di Psicologia dello Sviluppo dell’Università degli Studi di Firenze: “Oltre 120mila persone lavorano nel settore del gioco d’azzardo, si tratta di salvaguardare le attività ma anche i cittadini dai rischi che ne possono derivare. Per gioco patologico dal punto di vista clinico si intende una forma di dipendenza comportamentale che è l’unica trattata al pari di tutte le altre dipendenze da sostanze, è quindi una patologia seria. Ritengo che il gioco sia comunque un elemento fondamentale della crescita delle persone e vanno quindi salvaguardati gli aspetti sani del gioco, quello da intrattenimento è infatti importante perchè può svolgere una funzione fondamentale per unire generazioni diverse. La categoria con emissione di vincita forse è una delle dimensioni da considerare ma non è l’unica in un fenomeno così complesso. Per valutare i rischi che il gioco può portare si tratta di valutare soprattutto la natura, le caratteristiche, la struttura e i tempi del gioco. Questo può essere estremamente pericoloso quando ha tempi molto rapidi di vincita, è questo che invita alla compulsività. Allo stesso tempo ci sono i giochi di intrattenimento puro che vanno invece incoraggiati e per i quali si deve, a mio avviso, anche attuare una liberalizzazione più ampia” ha concluso Tani.

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