Dalla Ricerca sul gioco Pubblico e le dipendenze presentata il 26 febbraio a Cagliari dall’Eurispes sono emerse sostanziali conferme di quanto l’Osservatorio Permanente su Giochi Legalità e Patologie dell’Eurispes ha già segnalato in relazione alle problematiche afferenti l’offerta del gioco pubblico.

“Pur nelle differenze che caratterizzano i quadri normativi e regolamentari delle diverse Regioni, anche per la Sardegna si evidenziano e si prospettano alcune valutazioni che accomunano i diversi territori, e che qui di seguito si sintetizzano:-l’obiettivo di limitare il gioco problematico e patologico attraverso una compressione dell’offerta realizzata con strumenti quali il distanziometro e la limitazione degli orari, risulta sostanzialmente mancato, in quanto la domanda rimane stabile nel “gioco fisico”, e si mostra in forte aumento nell’online;-tali strumenti appaiono in parte addirittura “funzionali” all’esercizio del gioco patologico, come segnalato nel caso del distanziometro dallo Studio dell’Istituto Superiore di Sanità del 2018;-come emerge dall’attività delle Forze dell’Ordine e delle DDA, e come chiaramente è riportato nelle Relazioni della Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo, risultano evidenti i segnali di crescita del gioco illegale, anche in rapporto alla compressione di quello pubblico, ed in particolare nel settore delle scommesse e dell’on line;-relativamente all’“area grigia”, molti sono i segnali dell’interesse della criminalità ad inserirsi nella gestione e nel controllo di segmenti del gioco pubblico, a corredo dell’attività primaria consistente nell’organizzazione di quello illegale. Ciò nonostante il regime concessorio, con gli importanti livelli di controllo e di verifica di legalità che lo caratterizzano, rappresenta un fondamentale scudo perpreservare i legittimi interessi in campo, compresa la salute dei cittadini; -le indeterminatezze del quadro normativo e regolamentare e la disomogeneità che si riscontra tra gli indirizzi dello Stato centrale e quelli delle Autonomie locali, generano insicurezza per le imprese che legittimamente gestiscono il gioco pubblico in concessione dallo Stato;-anche per la Sardegna i “numeri” dell’occupazione nella filiera del gioco pubblico si confermano assai rilevanti; da ciò discende che essi debbano essere adeguatamente considerati quando si determinano specifici interventi e più generali visioni di riforma del settore.Ampio spazio della presente Ricerca è stato dedicato all’offerta socio-sanitaria messa in campo dalla sanità regionale nell’assistenza ai giocatori patologici. In proposito abbiamo segnalato che la Sardegna, a differenza di quanto riscontrato dall’Eurispes in altri territori, presenta livelli di offerta e di efficienza soddisfacenti e che rappresentano una buona base su cui costruire ulteriori interventi in grado di mitigare i disturbi da gioco d’azzardo.Sul piano più generale, è opportuno ribadire che la galassia del gioco pubblico necessita di quel complessivo riordino da anni coralmente invocato, ma mai realmente avviato. Dal momento che la pandemia da Covid-19 anche nel settore del gioco ha rappresentato e rappresenta una evidente frattura, sarebbe opportuno utilizzare questa fase di sostanziale inattività per porvi finalmente mano,valorizzando, ora più che mai, un approccio tecnico ed equilibrato che tenga conto delle specificità del settore a tutto tondo e dell’impatto sociale ed economico dello stesso. Sul piano istituzionale, il principio di leale collaborazione, più volte richiamato nel lavoro, può trovare un’efficace applicazione nellaricerca di soluzioni fino ad oggi risultate così difficili da individuare. La strada del bilanciamento degli interessi pubblici in gioco è ampiamente percorribile e va, a nostro avviso, percorsa con decisione, partendo dal presupposto, ad oggi non scontato, che l’attività degli operatori economici non può essere mortificata fino alla insostenibilità. Se, come emerge dall’analisi, il gioco pubblico rappresenta il principale strumento di contrasto del gioco illegale gestito dalla criminalità organizzata, lostesso va rafforzato e migliorato, in ottica quantitativa e qualitativa, con tutte le misure necessarie a renderlo la reale alternativa al gioco non regolamentato e non autorizzato.L’Istituto Eurispes, con il proprio Osservatorio, si esprime, quindi, a favore di un’opera di riordino complessiva del quadro normativo che, partendo dalle linee già tracciate dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, sfoci in un Testo Unico e possa dare certezze alle imprese del settore e al contempo adeguate garanzie di tutela degli utenti rispetto ad un’offerta pubblica controllata a 360 gradi”.