piemonte
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(Jamma) – A volte, presi dai mille problemi che ci impongono di rincorrere le ore del giorno, perdiamo di vista piccoli particolari da cui dopo un’attenta riflessione possono nascere suggerimenti.

E queste riflessioni si fanno ancor più importanti quando emergono da un dialogo pressoché quotidiano con i propri colleghi delegati. Per questo ringrazio Piero Incerpi per le continue sollecitazioni che mi da. Ma veniamo al dunque. In questi giorni i gestori proprietari di apparecchi hanno subito la riduzione del numero di AWP in loro possesso in base alla redditività, suddivisa per regione. Senza una logica proporzionale che invece avrebbe dovuto colpire ogni soggetto della filiera. Favorendo in questo modo quelle concessionarie del gioco che hanno come unica mira quella di far scomparire la filiera.

Sulla riduzione potrei anche concordare, se solo fosse stata fatta in maniera, ripeto, proporzionale e soprattutto più diluita nel tempo, ma così purtroppo non è stato. Costringendo i gestori a disfarsi in breve tempo di apparecchi rinnovati in toto nel 2016, quindi a tutti gli effetti ancora “nuovi”.

La cosa più fastidiosa è che ci obbligano anche alla rottamazione fisica del bene. Per non si sa quale motivo intrinseco o recondito nel modo di pensare e di risolvere i problemi da parte dell’Amministrazione. Fin qui niente di nuovo rispetto a quanto sappiamo. Ma la gente comune questi particolari non li conosce, non gliene viene dato modo. Perché se venisse fatta la necessaria informazione anche il più analfabeta dei somari capirebbe che si tratta di un vero e proprio esproprio di Stato.

Già… un esproprio ai danni dei proprietari di apparecchi, calpestati e rinnegati vergognosamente. Immaginiamo un attimo di proiettare questi accadimenti sui tabaccai. Il tabaccaio lavora con una autorizzazione AAMS al pari nostro, distribuisce prodotti di stato al pari nostro, installa a proprie spese i distributori H24 di sigarette, come noi le AWP. Se da una parte si parla di eccessiva offerta che genera ludopatia, allora anche la disponibilità continua di tabacco è eccessiva e provoca più malattie e costi sociali.

Con questa premessa, trasliamo il provvedimento di riduzione sui distributori di sigarette. La rivendita automatica che produce meno deve essere rimossa e distrutta anche se l’ha acquistata l’esercente e soprattutto le rimanenti devono stare a 500 mt dai luoghi sensibili ed essere attive solo in determinate fasce orarie. Quale pensate potrebbe essere la reazione della categoria? Quale quella dell’opinione pubblica?

Niente di quanto abbiamo vissuto noi fino ad oggi, anzi forse ci sarebbe un’alzata di scudi perché il tabaccaio viene considerato presidio di garanzia. Allora dobbiamo cambiare metodo, dobbiamo spostare l’attenzione su queste macroscopie esterne al gioco, informando tutti in modo sempre più dettagliato su quanto viene consentito ad altri e negato a noi, sui comportamenti sbilanciati della classe politica.

Se continueremo a giocare in difesa, solo rispondendo di rimessa ai continui attacchi mediatici, non avremo futuro. E’ giunto il momento di ripagare con la stessa moneta chi ha ordito questo piano diabolico di espropriazione, ovvero i concessionari. Non dobbiamo temere quando si racconta la verità. L’informazione a 360 gradi è la nostra unica arma.

Luca Pasquini
Presidente delegazione Sapar Toscana
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