Cosa sono i giochi elettronici competitivi? Quando un videogiocatore può definirsi uno sportivo, secondo i canoni del Comitato Olimpico Internazionale? Quali motivazioni spingono un pubblico sempre più ampio a seguire le telecronache di gaming con un coinvolgimento ancora maggiore di quello creato da stampa, radio e televisione? Il professionista degli eSports è, in definitiva, un lavoro?

Queste le domande alla base del convegno che si tiene oggi a SapienzaSport. La prima università di Roma propone una riflessione a cavallo tra la sociologia della comunicazione, le scienze mediche e la riflessione giuridica, aperta al punto di vista delle istituzioni (dal CONI all’Italian e-Sports Association) ma soprattutto ai professionisti.

Gamers del calibro di Mattia Guarracino e Daniele “Prinsipe” Paolucci. Casters come Simone Trimarchi, pioniere della professione, Ivan Grieco e Francesco Lombardo. Studenti che scoprono, nella cornice degli impianti sportivi di ultima generazione Sapienza, una dimensione inaspettata di contatto tra reale e virtuale.

Con la partnership, tra gli altri, di Calciomercato.Com e Mkers – Professional eSports organization, che mette a disposizione i simulatori per una sessione di gaming a chiusura del convegno.