Dopo l’episodio dei 6 giocatori arrestati in Australia per scommesse su Counter-Strike, sotto il mirino della Victoria Police’s Sporting Integrity Intelligence Unit c’è un team di Overwatch indagato a causa di partite in cui sono state segnalate “anomalie nelle scommesse”.

Neil Peterson, vice commissario della Polizia di Victoria, ha commentato così la questione: “Non esiste un test di idoneità per diventare proprietario di una squadra di eSport. Stiamo vedendo persone invadere quell’area che hanno una reputazione che probabilmente non dovrebbe permettergli di essere coinvolti in questa parte degli eSports. Non posso assolutamente garantire che questo sarà l’unico – presunto – caso di partite truccate o di scommesse sugli ambienti di eSport nel mercato australiano”. Sono attualmente al vaglio dichiarazioni secondo cui il proprietario della squadra sarebbe coinvolto nella criminalità organizzata.

Sempre secondo Peterson, l’indagato medio ha un’età inferiore ai 20 anni. “L’enorme volume di giovani coinvolti nel gioco d’azzardo, sia al liceo che all’università, ha proporzioni epidemiche. Quello che non vedo è qualcuno fare qualcosa a riguardo”.

“Abbiamo notato come alcune persone stiano cercando di entrare nel mondo degli eSports in modo da frodare e truccare le partite, avendo così un tornaconto personale in termini di soldi” ha affermato la polizia di Victoria.

Il commissario dedicato al settore degli eSports, Ian Smith, ha dichiarato: “Gli eSports hanno avuto un impatto significativo in tutto il mondo. Il fatto che alcune persone si siano infiltrate anche in questo settore significa che bisogna prendere con serietà questo problema, arrivando ad una soluzione nell’immediato”.

Per Mark Johnson, docente all’università di Sydney, la causa è molto semplice: “L’industria dei videogiochi vale più dei film e della musica combinati, ma non è ancora presa sul serio. Se non guardi veramente gli sport tradizionali sai comunque cosa sono, mentre se non guardi gli eSports non ne sai nulla”.