Come cambia il mercato del gioco alla luce delle nuove leggi del governo? Che impatto hanno avuto le recenti norme sul settore, quali le conseguenze del lockdown? Da queste e altre domande si è partiti nella discussione che è stata al centro del convegno organizzato ieri pomeriggio a Enada dal titolo “Il nuovo volto del gaming e le nuove opportunità”.

A intervenire, in una formula innovativa ibrida, tra presenza e collegamenti online, sono stati alcuni tra i maggiori esperti del settore: Stefano Sbordoni, avvocato della Sbordoni&Partners e Marco Castaldo, AD di Microgame, collegati in streaming; Mauro De Fabritiis, fondatore MDF Partners e Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2016, presenti in fiera.

“Siamo in una situazione di ripresa del settore”, ha detto Maurizio Ughi, che ha fatto il punto sulla tenuta degli operatori al momento di riaprire l’attività, “finora il pubblico ha risposto in modo tutto sommato positivo e si è sentito garantito dalle disposizioni di sicurezza attivate negli esercizi. C’era bisogno di svago e il nuovo inizio è andato abbastanza bene. C’è stata soddisfazione per l’online durante il lockdown, e per il gioco in presenza, appena è stato possibile riaprire”.

“Per noi gli ultimi mesi sono stati positivi”, ha confermato Marco Castaldo, “anche con risultati in trend positivo rispetto all’anno scorso. Ciò è dovuto senz’altro a un peso dell’online. C’è anche una maggiore spinta verso la multicanalità, con maggiori opportunità di arrivare al giocatore. Il settore deve trovare un approccio nuovo per acquisire maggiore credibilità rispetto alla politica, credo che l’industria debba riposizionarsi nell’immaginario pubblico per poter dire la sua”.

In materia di gioco, “il quadro regolatorio atteso nei prossimi mesi è complesso e incerto, tra registro unico degli operatori, nuove aliquote di imposta, scadenza concessioni e stop ai nulla osta per le vecchie Awp”, ha previsto Mauro De Fabritiis, founder Mdf Partners. Per quanto riguarda lo scenario attuale, se nell’arco di tempo che va dal 2012 al 2019 sia il gioco fisico che quello online hanno registrato un trend crescente, “da gennaio ad agosto 2020, a seguito del lockdown, il Ggr (gross gaming revenues) del gioco fisico è calato del 40 percento, mentre quello online è cresciuto del 30 percento rispetto allo stesso periodo del 2019, soprattutto grazie ai traino dei casino games”.

L’avvocato esperto di gaming Stefano Sbordoni ha puntato l’attenzione sulla necessità di riordinare l’offerta di gioco: “Questo è un tema che potrà essere affrontato da chi avrà il coraggio istituzionale di mettere mano al settore, che comunicativamente è scomodo, anche se in termini di gettito erariale è molto comodo”.