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Si tiene oggi a Bologna, il seminario sul gioco d’azzardo organizzato da ANCI e Regione Emilia Romagna. L’evento è finalizzato ad informare i rappresentanti dei Comuni sui contenuti della legge regionale in materia. La Regione Emilia Romagna con la legge n. 4 del 2013 ha introdotto “Norme per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”. La norma in questione è poi stata modificaa con la legge legge n. 8 del 2018.

La legge prevede all’articolo 2 l’adozione di un piano integrato triennale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico.

E’ inoltre previsto all’articolo 3 il divieto di patrocinio per gli eventi che ospitano o pubblicizzano attività che favoriscono o inducono la dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.

La Regione esercita anche le funzioni di Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo per monitorare gli effetti in tutti gli ambiti al fine di essere l’organo di coordinamento tra gli attori coinvolti, anche riguardo al Piano Regionale su Gioco d’Azzardo Patologico .

La Regione fornisce assistenza tecnica, giuridica, consulenziale e progettuale agli Enti locali in riferimento alla disciplina ed alle autorizzazioni relative alle sale giochi d’azzardo .

La legge regionale all’articolo 6 prevede che la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili sia calcolata secondo il percorso pedonale più breve. La misurazione va effettuata dall’ingresso considerato come principale e quello del luogo sensibile. In occasione di autorizzazione o in sede di applicazione del divieto, nel calcolo della distanza minima vanno tenuti in considerazione anche i luoghi sensibili posti fuori dal territorio comunale.

Sono gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. Libertà viene lasciata ai Comuni per individuare altri luoghi sensibili ai quali applicare le disposizioni, ma viene indicato come criterio l’impatto sul contesto e sulla sicurezza urbana, oltre ai problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica. Ogni Comune dovrà svolgere questa valutazione tenendo conto delle caratteristiche sociali ed economiche della popolazione del proprio territorio, e può pertanto portare a classificare come sensibili dei luoghi che in altre realtà non lo sono.

L’autorizzazione per l’esercizio di nuove sale gioco e sale scommesse non può essere rilasciata se le stesse sono ubicate ad una distanza inferiore a 500 metri dai luoghi sensibili individuati nella mappa del Comune interessato. Analogamente non sarà autorizzata l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.

Con la Delibera regionale n. 831/2017 è operativo il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto. Nel testo della delibera vengono definite le sale gioco e le sale scommesse come i punti di raccolta delle scommesse e i punti di vendita con attività di gioco esclusiva o assimilabile, mentre gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito sono quelli previsti dal TULPS, per la cui installazione è necessario il possesso di una specifica licenza. Il divieto previsto si applica sia alla nuova apertura che alle sale giochi e sale scommesse già in esercizio, oltre che alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito presso esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, nelle aree aperte al pubblico, nei circoli privati ed associazioni. Per nuova installazione, come specifica il documento, si intende il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Con la legge n.8/2018 viene estesa anche ai “punti di raccolta delle scommesse”, di cui all’art. 38, c. 3 e 4 del decreto legge n.223 del 2006, l’applicabilità della legge regionale sulle distanze dai luoghi sensibili.

Nella stessa legge viene invece introdotta la deroga sul tema delle distanze minime dai luoghi sensibili per gli ippodromi “limitatamente alle scommesse relative alle corse dei cavalli nelle giornate in cui si svolge il programma di corse dell’ippodromo”.

I Comuni, entro diciotto mesi dalla data di pubblicazione della delibera della Giunta regionale, devono trasmettere all’Osservatorio regionale sul Gioco d’azzardo patologico i dati relativi alla chiusura delle sale gioco e delle sale scommesse disposta in applicazione del divieto in oggetto e il numero degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito sigillati.

È vietato consentire ai minori l’utilizzo di apparecchi, attivabili con moneta o gettone o con altri strumenti elettronici di pagamento, che distribuiscono tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita . foto Masetti Massimo

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