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Il lavoratori del comparto del gioco legale si stanno organizzando per manifestazione contro la norma della regione Emilia Romagna che impone una distanza minima per le attività di gioco da tutti i luoghi sensibili. La manifestazione è prevista per il 16 novembre prossimo a Bologna e gli organizzatori confidano nella participazione massiccia di tutti i lavoratori del settore che in seguito alla entrata in vigore delle norme rischiano di perdere il posto di lavoro.

“E’ una manifestazione che parte dal ‘basso’- spiegano i promotori – dai lavoratori del settore che in queste settimane si sono rivolti alle organizzaioni sindacali, prima tra tutti la FILCAMS, per sensibilizzare il più possibile i rappresentanti locali sulle conseguenze delle disposizioni regionali in termini di perdita di posti di lavoro”. Michele Mazzilli, titolare di una azienda di scommesse di Trani, è uno dei promotori della manifestazione. “Ho deciso di supportare i lavoratori del comparto del gioco legale dell’Emilia Romagna dopo essermi impegnato nella organizzazione della manifestazione che ha portato oltre 3.000 lavoratori della Puglia davanti alla sede del Consiglio Regionale per chiedere una proroga dell’entrata in vigore della norma regionale che regolamenta le attività di gioco”, spiega a Jamma.it Mazzilli. “Sono titolare di una agenzia ippica ‘storica’ e chi conosce il settore sa di cosa sto parlando. Mio padre prima di me ha dedicato il suo lavoro affinchè il gioco legale si potesse imporre su quello non regolamentato. Questo ha voluto dire mettersi anche contro la malavita e le organizzazioni che investono sull’illegale. Ora è davvero assurdo vedereche le Regioni, con le loro normative regionali, riconsegnano il mercato nelle mani della malavita. Mi chiedo, e ci chiediamo, che senso ha il distanziometro, cosa vuol dire imporre i 500 metri di distanza dai luoghi sensibili e a cosa può servire in termini di contrasto al gioco patologico. In Puglia abbiamo potuto contare sul sostegno della Federazione Italiana Tabaccai, alla manifestazione hanno partecipato tutti, e grazia a questo abbiamo ottenuto una proroga di sei mesi. Ma la cosa più importante è aver ottenuto che si avviasse un tavolo tecnico, una occasione di confronto a cui potranno partecipare dei nostri rappresentanti, gli addetti ai lavori, perchè solo così si afronta seriamente il problema del gioco patologico e dei sui rischi”. “In Puglia come in Emilia Romagna la politica deve essere informata del fatto che noi operatori del gioco legale possiamo essere davvero i garanti della tutela del giocatore. Nei nostri punti scommesse i minori non solo non possono giocare, ma non possono nemmeno entrare. Noi possiamo solo contribuire a far sì che si presti maggiore attenzione al problema”- continua- E’ assurdo che noi, il nostro lavoro, sia in mano a dei politici che decidono senza essere informati. Non sanno, ad esempio, che il giocatore ludopatico non ha nessun interesse o voglia di giocare vicino ai luoghi in cui abita, o lavora, e comunque dove può essere visto da tutti. Chi fa il mio stesso lavoro lo sa molto bene. Attraverso le nostre proteste, che speriamo siano estese il più possibili, vogliamo spiegare che il distanziometro non serve e che lo Stato deve spiegare in modo chiaro se il suo intento è quello di tutelare solo i potenziali giocatori entro una determinata distanza, e lasciare a se stessi tutti gli altri” continua Mazzilli. “Gli operatori sono disposti a sedersi ad un tavolo e trovare le soluzioni più adeguate per arginare i danni del gioco eccessivo. Possiamo contribuire a mettere in campo gli interventi adeguati, ma per farlo dobbiamo essere presi in considerazione” conclude. (nella foto la manifestazione in Puglia)

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