Poco importa se l’Emilia Romagna da qui a pochi giorni verrà classificata come zona bianca, i lavoratori delle sale giochi del Comune di Parma vedranno comunque sfumare la possibilità di tornare a lavorare.

Con la ripresa, si spera, delle attività commerciali (tutte) si compie il disegno dell’amministrazione del Comune emiliano di ‘espellere’ il gioco legale dal suo territorio.

Sta succedendo infatti quanto da alcuni paventato negli anni scorsi, ovvero all’indomani della approvazione di una manovra urbanistica corredata di mappatura dei luoghi sensibili.

Il 28 maggio 2018, il Consiglio comunale di Parma ha approvato la manovra urbanistica che, unitamente alle già adottate deliberazioni di mappatura dei luoghi sensibili e delle sale scommesse/sale giochi e slot esistenti in esercizi “commerciali”, escludeva i nuovi insediamenti di sale giochi e sale scommesse nelle aree residenziali e commerciali avviando l’operazione di dislocazione di queste attività insediate negli esercizi commerciali (queste ultime alla scadenza dei relativi contratti con i concessionari). Peccato che quella ‘distanza’ sia una condizione praticamente impossibile da garantire. Già nel 2017, prima della approvazione della Delibera del Comune di Parma, gli operatori del comparto avevano lanciato l’allarme sugli effetti della disposizione e il rischio per molte attività di non poter nemmeno pensare ad una delocalizzazione, nel rispetto dei 500 metri previsti dai luoghi sensibili.

L’emergenza COVID ha imposto alle attività di gioco legale lunghi mesi di chiusura, addirittura la sospensione di ogni attività dal 28 ottobre scorso. E oggi la conferma che la legge regionale dell’Emilia Romagna in materia di gioco d’azzardo continua a mietere vittime. A ottobre scorso, come rilevato dall’amministrazione regionale, l’applicazione delle distanze minime dai luogi sensibili aveva portato alla chiusura di 155 tra sale gioco e sale scommesse e alla richiesta di delocalizzazione di 77. A queste ora si aggiugono le attività nel territorio comunale di Parma.

In un momento così difficile per il Paese, decine di lavoratori nel Comune emiliano dovranno fare i conti con la perdita della posto di lavoro e la difficoltà di trovare una nuova opportunità.