Al Radisson Blu Hotel Milan è in corso l’European Gaming Congress (EGC)

Questa mattina Focus on Italy (discussione del panel di conformità) durante il quale Quirino Mancini  (Partner di  Tonucci & Partners) ha affermato che “sebbene il mercato italiano sia tra i più grandi in Europa, gli operatori nuovi e vecchi devono avere a che fare con complessità che solo in parte hanno a che fare col gioco in se stesso.
Il mercato da qui a 3-5 anni sarà molto differente con pochi operatori sul mercato sempre più grandi”.

Per Alessandro Allara (Sportsbook e Digital Director presso SNAITECH) “Il mercato sta soffrendo un calo del traffico a causa del ban adversiting ma le opportunità sono ancora presenti, specie sull’online. La sfida è sul prodotto.
Siamo stati costretti a chiudere diversi negozi a causa della regolamentazione stringente.
Concordo con la visione di Quirino Mancini sul futuro del mercato che riguarderà sia il segmento online che retail (VLT e AWP). Un tema importante da esplorare sarà L’entertainment con ad esempio contenuti editoriali legati al betting come sta facendo William hill”.

“La sfida più grossa – secondo Domenico Mazzola  (Direttore commerciale di  Altenar) – è sul prodotto anche se stiamo tutti affrontando delle difficoltà nel continuo cambio della regolamentazione. Ad esempio la gestione del cash out su cui abbiamo investito tempo e soldi e che poi è stata bloccata senza darne alcuna comunicazione.
Importante avere una presenza italiana per gli operatori che devono relazionarsi con ADM, ci sono ancora opportunità di investire in Italia sul B2B”.

Maurizio Bernardo  (Senior Strategic Advisor presso  SKS365) osserva che “L’incertezza regolamentare del Parlamento sta limitando gli investimenti.
Occorre differenziare il gioco pubblico, non legale, dall’illegale. La terminologia è importante in quanto stiamo parlando di concessione pubbliche.
Dovremmo relazionarci con il regolatore da un altro punto di vista. C’è un limite da parte delle associazioni italiane di gioco che non fanno network in quanto spesso rappresentano interessi stranieri.
C’è volontà da parte di alcuni membri del governo di rivedere la regolamentazione sui giochi, bisogna coinvolgere i comuni dando loro risorse che possono ottenere dalla presenza degli operatori sul loro territorio.
Il distanziometro è stato inefficace.
È necessario chiedere un tavolo al Ministero dell’economia da parte di tutte le associazioni, divisi non si va da nessuna parte”.

 

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