Il Tar del Lazio respinge con una ordinanza pubblicata oggi, venerdì 16 aprile, il ricorso di un operatore di scommesse contro il DPCM del 3 marzo scorso nella parte in cui impone la sospensione di queste attività.

I giudici rilevano che “le disposizioni del DPCM impugnato – la cui efficacia è formalmente spirata – tra cui quella oggetto di doglianza, continuano ad applicarsi in forza del D.L. 1 aprile 2021, n. 44 (art. 1, comma 1) che a tale atto espressamente rinvia, di tal che le statuizioni in questione risultano allo stato recepite da fonte di rango legislativo”. “…in ogni caso, questa Sezione si è già espressa su questioni sovrapponibili a quella oggi in esame (v., tra le molte, le ordinanze nn. 1202/2021 e 847/2021), osservando che anche il d.P.C.M. di data 2.3.2021 (le cui disposizioni “si applicano dalla data del 6 marzo 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, e sono efficaci fino al 6 aprile 2021”), a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”, nella parte in cui individuava, fra le attività economiche oggetto di misure limitative e prescrizioni a tutela della salute pubblica, quelle di interesse della parte ricorrente, non risultava palesemente illogico o irragionevole, avendo l’amministrazione effettuato una valutazione inerente al grado di essenzialità dell’attività cui imporre il sacrificio, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico e prevedendosi comunque un ristoro economico a compensazione del periodo di sospensione”.