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“Sono contento che il primo atto da Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e il primo atto economico di questo Governo riguardi il divieto della pubblicità del gioco. In Italia, da quando questo divieto entrerà in vigore, quindi dopo la firma del Presidente della Repubblica, non si potrà più fare la pubblicità del gioco e in un anno i contratti in essere dovranno chiudersi”.

Lo ha detto il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in un’intervista rilasciata ad Agorà. “Posso accettare le critiche, ce ne saranno tante. Mi sono messo contro tutti i concessionari del gioco del mondo – ha aggiunto – che venivano a fare gli investimenti in pubblicità qui. Ma non mi preoccupa. Ci sono tanti problemi che in Italia erano stati ignorati fino al 4 marzo, gli italiani ci hanno dato un segnale. Ci hanno detto aiutate i nostri padri e le nostre madri a non cadere nel vortice del gioco d’azzardo. Perchè più sono poveri più si lasciano trascinare dal gioco e allora togliamo la pubblicità. Finalmente tanti personaggio famosi non si presteranno più alla pubblicità del gioco, perchè quando vedo il mio idolo giocare d’azzardo mi viene voglia di farlo perchè la vedo come una cosa innocua. Oggi sia le sale slot che il poker online sono diventati un tunnel in cui la gente entra e non ne esce più”, ha spiegato Di Maio.

In dettagli lo stop alla pubblicità per i giochi non riguarderà i contratti in essere validi fino al ’30 giugno 2019′. Nel testo del dl si prevede il divieto di “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”.

Dal 1° gennaio 2019 il divieto verrà applicato “anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale”. Restano escluse dal divieto le lotterie a estrazione differita, come la Lotteria Italia.

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