tar tribunale
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Il Tar Veneto ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Venezia per chiedere l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’atto di diffida all’esercizio dell’attività di sala scommesse e di offerta di gioco con apparecchi di cui all’Art. 110, comma VI^ lettera b) del TULPS nonché, occorrendo, dell’art. 6 del Regolamento Comunale di Venezia in materia di Giochi, approvato con DCC n. 50 del 10 novembre 2016, con particolare riferimento alla prescrizione contenuta nel comma secondo.

“Considerato che l’intestato Tribunale ha già avuto modo di chiarire (cfr. sez. III, 24.1.2018 n. 81) che l’art. 30 del Regolamento edilizio comunale adottato con delibera del Commissario Straordinario 2 aprile 2015 n. 42 (che detta la nuova disciplina sulle distanze minime dai luoghi sensibili), richiamato nell’impugnata diffida, va interpretato nel senso che si applica in tutti i casi in cui – a prescindere dalla circostanza che vi sia stata o meno continuità nel gioco lecito – vi sia, successivamente al momento dell’entrata in vigore della predetta norma, un cambiamento della situazione giuridica o fattuale preesistente, e quindi anche nelle ipotesi in cui nel medesimo locale venga ad operare un soggetto diverso da quello precedentemente autorizzato, come appunto si è verificato nel caso di specie; che, dunque, il proposto gravame non appare, allo stato, supportato da apprezzabili elementi di fondatezza;

P.Q.M.

respinge l’istanza di misure cautelari monocratiche.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 12 settembre 2018, ore di rito”.

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