tribunale
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(Jamma) – Il Tar Lombardia ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro il Comune di San Martino Siccomario (PV) in cui si chiedeva l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia: a) del provvedimento di chiusura dell’attività prot. 13554 del 4.11.2017 notificato dal Comune di San Martino Siccomario al ricorrente in data 11.10.2017 ed avente in particolare ad oggetto “ordinanza di inibizione dell’attività di sala giochi mediante apparecchi ex art. 110, comma 6 del TULPS esercitata presso i locali di (…)”; b) dell’atto presupposto Regolamento comunale per l’apertura e la gestione del gioco approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 30.9.2010, tra l’altro nella parte in cui prevede l’autorizzazione comunale con rispetto del distanziometro e del requisito demografico (articoli 4 e 5 lettere a) e d); c) nonché di ogni altro eventuale ulteriore atto analogo, relativo, presupposto e conseguente, e comunque connesso.

“Ritenuto, sulla base degli atti prodotti in giudizio, la sussistenza di un apprezzabile fumus boni iuris sia in ordine ai motivi inerenti la comunicazione di avvio del procedimento che in ordine ai titoli che legittimano l’attività, contestati a distanza di cinque anni dall’apertura dell’esercizio; che, inoltre, la chiusura immediata dell’esercizio non consente l’utile ricorso alla richiesta di misure cautelari sino alla prima camera di consiglio, prevista e fissata per il 4 dicembre 2017; accoglie la domanda di misure cautelari inaudita altera parte e per l’effetto sospende il provvedimento di chiusura dell’attività sino alla data del 4 dicembre 2017. Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 4 dicembre 2017, ore di rito”.

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