Il Tar Campania ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Comune di Ercolano (NA), Ministero dell’Interno, Questura Napoli, per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, della determinazione avente ad oggetto la dichiarazione di inefficacia della SCIA e cessazione dell’attività di installazione giochi leciti ed apparecchi e congegni di cui all’art. 110 co. 6 lett. a) TULPS in attività munita di licenza ex art. 88 e 86 TULPS; (…) ove e per quanto lesivo del Regolamento per l’insediamento delle attività di sala pubblica da gioco e per l’installazione di giochi leciti in pubblici esercizi, in particolare dell’art. 9, approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 6 dell’11 febbraio 2015 laddove interpretabile così come interpretato dal Comune di Ercolano.

Per il Tar “Considerato che: l’art. 9, comma 2, del Regolamento comunale in materia, approvato con la deliberazione di Consiglio comunale n. 6 dell’11 febbraio 2015, fissa in 250 metri “…la distanza minima di una sala giochi o di un punto di raccolta delle scommesse autorizzata ai sensi dell’art. 88 TULPS in cui siano installati apparecchi da gioco di cui all’art. 110 c. 6 del TULPS”, senza quindi porre una distinzione tra le due tipologie di attività; non appaiono pertanto emergere elementi nuovi, tali da rivedere la precedente ordinanza cautelare n. 1821/2019, peraltro confermata in appello cautelare dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 579/2019;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza), respinge la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Condanna la ricorrente al pagamento, in favore del comune di Ercolano, delle spese del giudizio che liquida in complessivi € 500,00 (cinquecento/00), oltre accessori di legge”.