Il Tar Emilia Romagna ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Salsomaggiore Terme (PR) e Regione Emilia Romagna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza n. 117 del Comune di Salsomaggiore Terme avente ad oggetto il “Divieto di prosecuzione dell’attività di sala giochi, limitatamente alla installazione degli apparecchi automatici di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps” Prot. n. 17797 del 2.07.2019, notificata in data 4.07.2019 a mezzo di messo comunale, con la quale è stata disposta, tra l’altro, entro il termine di 60 giorni dalla notifica del provvedimento, “la chiusura dell’esercizio” di cui è titolare il ricorrente; della comunicazione prot. n. 784 del 10.01.2019 di avvio ex art. 7 della legge 7.08.1990 n. 241 del procedimento amministrativo di divieto della prosecuzione dell’attività di sala giochi nei locali ubicati in -OMISSIS-; del provvedimento prot. n. 8193 del 28.03.2019 con il quale il Comune di Salsomaggiore Terme ha concesso “un ulteriore termine per proseguire nella ricerca di locali idonei per l’esercizio dell’attività”; del “Regolamento per la prevenzione la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Approvazione e mappatura dei luoghi sensibili” approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 28.12.2017 del Comune di Salsomaggiore Terme, ed in particolare dell’art. 4 comma 4 e dell’art. 6; della deliberazione n. 831 del 12 giugno 2017 della Giunta regionale dell’Emilia Romagna, intitolata “Modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (L.R. 5/2013 come modificata dall’art. 48 L.R. 18/16)”, pubblicata sul BURERT n. 165 del 16 giugno 2017 – Parte Seconda; della deliberazione n. 68 del 21 gennaio 2019 della Giunta regionale dell’Emilia Romagna, intitolata “Modalità applicative del divieto di esercizio dei punti di raccolta delle scommesse (c.d. Corner) ai sensi dell’art. 6 comma 2-bis della L.R. 5/2013 ed ulteriori integrazioni alla delibera di Giunte Regionale n. 831 del 2017”; dell’ordinanza n. 149 Prot. n. 23138 del 30.08.2019 avente ad oggetto la “Sospensione dell’efficacia ed esecutività, ai sensi dell’art. 21-quater della L. n. 241/1990 del provvedimento di prosecuzione dell’attività n. 117 Prot. 17797 del 2.07.2019; di ogni altro atto ad essa presupposto e conseguente e, in particolare, dell’incognito parere positivo del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) acquisito in data 12 giugno 2017, nonché di tutti i provvedimenti comunali di “mappatura dei luoghi sensibili” e “conseguenti sulle attività in corso” da essa contemplati, ivi compreso quello di chiusura adottato dal Comune di Salsomaggiore Terme sulla scorta di tale deliberazione ed in pretesa applicazione dell’art. 6

Per il Tar: “Rilevato: che il ricorrente ha contestato, in principalità, la deliberazione della Giunta regionale con cui, in asserita applicazione della L.R. Emilia Romagna n. 5/2013, recante “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”, sono state vietate non soltanto le nuove aperture di locali dedicati al gioco lecito, ma anche la conduzione di sale da gioco e sale scommesse già operanti alla data della sua entrata in vigore, che si trovino ad una distanza inferiore a cinquecento metri rispetto ad una serie di “luoghi sensibili”;

Ritenuto: che il ricorso pare infondato, fatti salvi i necessari approfondimenti da svolgere nella fase di merito sulle questioni di costituzionalità prospettate, in quanto la L.R. Emilia Romagna n. 5/2013, all’art. 6, comma 2-bis, impedisce esplicitamente non soltanto le nuove installazioni di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’articolo 110, comma 6, del R.D. n. 773 del 1931 (all’interno di qualsiasi “locale” già esistente), ma, più in generale, “l’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse (..) e i punti di raccolta delle scommesse (c.d. corner) di cui all’articolo 38, commi 2 e 4, del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223”; che, pertanto, non risulta, prima facie, che la delibera della Giunta regionale impugnata abbia violato i limiti prefissati dalla legge regionale da applicare; che, sotto altro, concorrente profilo, risulta prevalente l’interesse pubblico ad evitare la prosecuzione della specifica attività correlata all’utilizzo di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’articolo 110, comma 6, del R.D. n. 773 del 1931 (attività svolta in locali posti nelle immediate vicinanze di una scuola primaria) rispetto all’interesse privato evidenziato in ricorso, anche in considerazione del notevole lasso di tempo che è stato concesso alla -OMISSIS- per delocalizzare la sala da gioco; che, pertanto, non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata cautela;

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione di Parma, respinge la domanda cautelare. Condanna parte ricorrente a rifondere le spese processuali sostenute nella presente fase dall’amministrazione costituita in giudizio, che liquida in complessivi € 1.000,00, oltre accessori di legge”.