Il Tar Liguria ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da un’agenzia di scommesse contro Ministero dell’Interno, Questura di Genova, Regione Liguria e Comune di Rapallo in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto con il quale è stato disposto “il respingimento dell’istanza per il rilascio della licenza per la raccolta di scommesse”.

Per il Tar “alla luce degli atti di causa, deve ritenersi sussistere il fumus boni iuris della pretesa di parte ricorrente; che, infatti, con riferimento al problema della c.d. “lotta alla ludopatia” e della interpretazione della normativa statale e regionale in materia, questo Tribunale si è recentemente espresso, con la sentenza n. 646/18, sottolineando di aderire alle considerazioni espresse dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2956 del 2017 dalla quale si traggono i seguenti principi:

– la differenza tra le sale giochi dotate di strumenti elettronici (VLT) e i punti di mera raccolta delle scommesse, come è nel caso di specie, è accettata in generale dalla normativa, e consiste nella strumentazione offerta alla clientele, che per gli spazi VLT consiste nella presenza di apparecchiature elettroniche capaci di monopolizzare l’attenzione del giocatore seriale, mentre le sale scommesse offrono soltanto un luogo per la raccolta, appunto, delle scommesse;

– la legge statale (l’abrogato art. 5 e soprattutto l’art. 7 del d.l. 158 del 2012) ha riconosciuto nella ludopatia (GAP) i tratti della malattia socialmente rilevante;

– la Corte Costituzionale (sentt. 300/2011, 220/2014 e 108/217) ha ritenuto legittimo che le leggi regionali disciplinino la potestà comunale di introdurre limiti di distanza tra le strutture in questione e taluni luoghi indicati come sensibili;

– le Regioni sono legittimate ad emanare norme in argomento, trattandosi di una materia – la sanità – specificamente demandata alla legislazione concorrente anche di tale Ente;

– per Costituzione le Regioni (art. 117 comma 6) sono attributarie anche della potestà regolamentare nei settori della normativa loro delegati;

– a loro volta i Comuni hanno la potestà normativa – regolamenti e atti generali – nella materia individuata come governo del territorio, a proposito della quale è stato condivisibilmente ritenuto (ad es. C. Stato, 2017/821) che la pianificazione può consistere anche nella realizzazione dei fini economici e sociali delle comunità insediate;

– anche nel settore della tutela della salute, il Comune può emanare regolamenti nei limiti segnati dalla legislazione statale e regionale;

che proprio sul potere comunale in questione l’intestato TAR si è già pronunciato riconoscendolo (sentt. 1142/2016 e 1053/2016, ordinanza 75/2017), sempre con il limite della conformità alla legge regionale;

che la regione Liguria si è determinata in argomento con la citata legge 2012, n. 17, che è rubricata ‘disciplina delle sale da gioco’;

che il comma 2 dell’art. 1 della legge citata distingue l’esercizio delle sale da gioco dal gioco lecito nei luoghi aperti al pubblico;

che il regolamento del Comune di Rapallo laddove fa riferimento alle “agenzie di scommesse”, ai fini delle distanze dai luoghi sensibili, prende in considerazione solo quelle agenzie di scommesse nelle quali (ai sensi dell’art. 1, comma 2 del regolamento medesimo) vengano esercitate ‘le tipologie di giochi previste dall’art. 110, comma 6 tulps, cosidette new slot e VLT , giochi leciti’ non essendo applicabile il regolamento alle agenzie di scommesse che nei relativi locali si limitano all’esercizio di attività di raccolta delle scommesse;

che in considerazione di quanto sopra il regolamento recante “disciplina delle sale da gioco” del Comune di Rapallo e la disciplina in termini di distanze dai luoghi sensibili non risulta applicabile all’attività dei ricorrenti avente ad oggetto esclusivamente attività di raccolta delle scommesse;

che, pertanto, i provvedimenti di diniego impugnati devono ritenersi illegittimi;

che, per quanto concerne il periculum in mora è evidente ed attuale il pregiudizio per la parte ricorrente di non poter esercitare l’attività di scommesse, con conseguente eventuale pregiudizio non solo per la società, ma anche per i dipendenti;

che, pertanto, in accoglimento della domanda cautelare deve essere disposto che la Questura della Provincia di Genova, ai sensi dell’art. 55 c.p.a. provveda a rideterminarsi in relazione all’istanza presentata dai ricorrenti entro 30 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento; sulla scorta dei principi sopra esposti;

che le spese della presente fase devono essere integralmente compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Prima), accoglie la domanda cautelare e per l’effetto:

a) dispone che la Questura della Provincia di Genova provveda entro 30 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento a rideterminarsi, in conformità a quanto indicato in parte motiva, in ordine all’istanza formulata da parte ricorrente e presentata in data 11.10.2018;

b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 19 giugno 2019;

c) compensa le spese della presente fase cautelare”.