tar tribunale
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(Jamma) – Il Tar Emilia Romagna – sezione staccata di Parma – ha respinto tramite decreto il ricorso presentato contro il Comune di Piacenza in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento -OMISSIS-del 5 giugno 2018 del Servizio Attività Produttive e Edilizia del Comune di Piacenza, avente ad oggetto “Sala giochi/sala scommesse sita a Piacenza -OMISSIS-”, notificato a mezzo PEC in data 11 giugno 2018; deliberazione della Giunta comunale di Piacenza n. 435 del 21 dicembre 2017, avente ad oggetto “Individuazione dei luoghi sensibili ai sensi della L.R. n. 5/2013 e della D.G.R. n. 831/2017 e approvazione della relativa mappatura” e relativi allegati, richiamata per relationem dal suddetto provvedimento; successiva determinazione dirigenziale del Comune di Piacenza n. 822 del 7 giugno 2018, avente ad oggetto “Individuazione dei luoghi sensibili ai sensi della L.R. n. 5/2013 e della D.G.R. n. 831/2017 – integrazione alla mappatura del Comune di Piacenza approvata con delibera di Giunta n. 435 del 21/12/2017”, mai comunicata alla ricorrente.

“Premesso che la funzione dei provvedimenti cautelari interinali di competenza del Presidente non è quella di anticipare gli effetti della tutela cautelare ordinaria, ma quella di prevenire, «in caso di estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla camera di consiglio», il maturarsi di pregiudizi irreversibili a fronte dei quali risulterebbe inutile la concessione di un ordinario provvedimento cautelare collegiale nella camera di consiglio a ciò destinata; rilevato che l’impugnata nota del Servizio Attività Produttive e Edilizia del Comune di Piacenza -OMISSIS-del 5 giugno 2018 non parrebbe, ad una prima sommaria delibazione, avere natura provvedimentale, bensì meramente notiziale, facendosi in essa espressa riserva di adozione di un futuro provvedimento comunale di chiusura dell’attività, in caso mancato trasferimento ad altra sede; considerato che la medesima nota espressamente prevede la possibilità per gli esercenti di richiedere una proroga sino a mesi sei per ricercare una sede alternativa; ritenuto che non sembra scaturire dall’atto impugnato l’obbligo di chiusura immediata e che, comunque, l’eventuale chiusura costituirebbe comunque evento reversibile all’esito della trattazione collegiale dell’istanza cautelare e, da ultimo, che gli eventuali danni subiti sono patrimonialmente risarcibili; rilevato che, in tale contesto non sussistono i presupposti per concedere l’invocata tutela monocratica, sicché le questioni giuridico-fattuali proposte possono essere trattate in sede collegiale, alla c.c. dell’11.7.2018; espinge l’istanza cautelare monocratica; fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio dell’11.7.2018″.

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