Il Consiglio di Stato ha accolto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da un concessionario contro il Comune di Modena, in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) n. 581/2021, che aveva negato la proroga del termine di chiusura di una sala scommesse, costretta a delocalizzare per il mancato rispetto del distanziometro.

Nell’ordinanza del Consiglio di Stato si legge: “Ritenuto, prima facie, che le ragioni dedotte dall’appellante siano idonee a fondare l’invocata tutela cautelare in quanto il provvedimento impugnato si traduce in un sostanziale effetto espulsivo dell’attività del gioco lecito dal territorio comunale, senza peraltro tenere conto della particolarità della vicenda, della situazione di emergenza e dell’applicazione dell’art. 103 del d.l. 18/2020; ritenuto sussistente il pregiudizio grave ed irreparabile e ritenuto altresì che la delicatezza della vicenda imponga una definizione del merito della controversia re adhuc integra; ritenuto di compensare le spese della presente fase di giudizio vista la particolarità della questione sottoposta al Collegio; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) accoglie l’appello e per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare proposta in primo grado e sospende l’atto impugnato. Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, del codice del processo amministrativo”.