Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Matino (LE), in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento con il quale si rigettava “l’istanza volta al rilascio dell’ autorizzazione per l’attività di sala giochi (art. 110 T.U.L.P.S. C.6)”.

Si legge nell’ordinanza: “Ritenuto che, a un sommario esame proprio della fase cautelare del giudizio, il ricorso non appare assistito dal necessario presupposto del fumus boni iuris, atteso che:

– non sembra sussistere la dedotta violazione dell’art.7 della L.R. Puglia n. 43/2013, il quale, al secondo comma, come modificato dall’art.1 della L.R.n.21 del 17.06.2019, stabilisce che “le nuove autorizzazioni all’esercizio non vengono concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto”, così comprendendo nel novero dei “luoghi sensibili” – fra gli altri – tutte le “strutture sanitarie” senza eccezione alcuna, con esclusione di qualsivoglia elemento discrezionale nella valutazione e discernimento delle strutture sanitarie da parte dei Comuni competenti a scrutinare le richieste di autorizzazione ex art. 110 T.U.L.P.S.;

– non sembra condivisibile neppure la censura con cui parte ricorrente deduce che lo “Studio Odontoiatrico (…)” non possa essere qualificato come “struttura sanitaria” ai sensi della L.R. n.43/2013 e ss.mm.; invero, l’art. 2 della L.R. 02/05/2017 n.9 definisce alla lettera f) come “struttura sanitaria e socio-sanitaria, qualunque struttura che eroghi prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e mantenimento delle abilità acquisite”; alle lettere i) ed j) “studio odontoiatrico, il luogo nel quale il professionista, regolarmente abilitato e iscritto all’albo degli odontoiatri, esercita la propria attività professionale in forma singola od associata” ed ambulatorio, la struttura aperta al pubblico, con vincoli di giorni e orari di apertura, avente individualità autonoma rispetto a quella dei professionisti che ne fanno parte, e natura giuridica di impresa con separazione tra attività professionale e gestione amministrativa. L’ambulatorio può essere gestito in forma individuale, associata o societaria e avvalersi esclusivamente di professionisti sanitari regolarmente abilitati e iscritti agli ordini o albi professionali di competenza”; il successivo art. 5 della L.R. n. 9/2017 stabilisce che sono soggetti ad autorizzazione sanitaria, fra gli altri, al punto 3.2. gli “ studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, tutte individuate con apposito provvedimento di Giunta regionale, sentiti gli ordini professionali, anche secondo le disposizioni di cui all’Intesa Stato-regioni del 9 giugno 2016 in materia di autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie in ambito odontostomatologico”;

– in base all’art.5 comma 6 della citata L.R. n. 9/2017 le strutture sanitarie di cui all’art.5 punto 3.2 della L.R. n. 9/2017 sono nettamente da distinguersi dagli gli studi medici, odontoiatrici che non possiedano le caratteristiche ivi indicate ossia, non siano attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia o procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente;

– nella specie, come efficacemente dimostrato dalla difesa civica, lo “Studio Odontoiatrico (…)” non solo è inserito nell’elenco delle strutture sanitarie accreditate e pubblicato sul sito istituzionale delle Regione Puglia, svolgendo l’attività di ambulatorio odontoiatrico con codice identificativo 99482 ed è munito di autorizzazione sanitaria rilasciata dal Comune di Matino ai sensi dell’art.8 comma 4 della L.R.n.9/2017, ma è anche una Società a Responsabilità Limitata svolgente attività specialistica ambulatoriale odontoiatrica, sotto la direzione sanitaria del Dott. (…) nei locali siti in Matino (…).

-non sembra sussistere pertanto alcun dubbio in ordine alla necessaria qualificazione dello Studio Odontoiatrico (…) come “struttura sanitaria” e , quindi, luogo sensibile, ai sensi dell’art.7 comma 2 della L.R. Puglia n. 43/2013 e ss.mm., sia sotto l’aspetto formale (stante il possesso dell’autorizzazione sanitaria), sia sotto quello sostanziale (trattandosi di una società a responsabilità limitata con un evidente elemento organizzativo di notevole rilievo);

– non coglie nel segno neppure la censura con cui si sostiene che la struttura sanitaria odontoiatrica de qua non sia destinata alla frequentazione di fasce “particolarmente sensibili della popolazione”, dato che il Comune, in sede di rilascio di autorizzazione ex art.110 T.U.L.P.S., non possiede alcuna discrezionalità nell’individuare i “luoghi sensibili”, trattandosi di scelta effettuata a monte dal legislatore regionale, peraltro scevra da profili di illogicità e irrazionalità, apparendo la stessa dettata a salvaguardare ampie fasce di popolazione sotto un criterio non solo qualitativo (ossia fasce particolarmente deboli) ma anche quantitativo (ossia numero dei frequentanti).

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Terza respinge l’istanza cautelare proposta dalla parte ricorrente.

Compensa le spese della presente fase cautelare”.