Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da una società contro la Provincia Autonoma di Bolzano in cui chiedeva la revocazione della sentenza, resa tra le parti, Consiglio di Stato, sezione sesta, n. 1618/2019 pubblicata l’11.03.2019.

“Considerato che: il ricorso per revocazione chiede in via incidentale l’adozione di misure cautelari anche presidenziali, invocando l’art. 111 cpa, per sospendere l’esecuzione della sentenza del giudice di appello sopra menzionata; sotto il profilo delle ragioni di eccezionale gravità ed urgenza, la parte ricorrente deduce come, a seguito della sentenza di appello, il Comune di Bolzano abbia imposto la chiusura dell’attività commerciale di “Sala Giochi”, lamentando: dispersione dei valori aziendali; azzeramento dell’avviamento aziendale; dissipazione degli investimenti; venir meno della unica fonte di reddito per i titolari; perdita dei posti di lavoro; pertanto sussiste verosimilmente il requisito del pregiudizio eccezionalmente grave e irreparabile, ispessito dalle ragioni di estrema gravità ed urgenza tali da non poter attendere la dilazione alla prima camera di consiglio utile;

sotto il profilo della sussistenza del fumus, ad una delibazione molto sommaria, propria di tale fase, rispetto alla proposta impugnazione revocatoria, il ricorso, richiamando pedissequamente il ricorso in appello e le riproducendo i vizi dedotti e le pagine che li riportavano, deduce i vizi di omessa pronuncia e travisamento del contenuto della CTU, sotto diversi profili; in particolare, con lunga disamina, il ricorso sostiene che la sentenza di appello – che riuniva diversi ricorsi per connessione – si sia concentrata soltanto sui motivi di possibile incostituzionalità e anticomunitarietà, tralasciando la trattazione dei restanti e incorrendo nel vizio di (errore di fatto revocatorio per) omessa pronuncia;

in disparte il motivo consistente nell’asserito travisamento del contenuto della consulenza tecnica di ufficio, con effetti, a quanto è dato comprendere ad una lettura in sede di delibazione, sulla rilevanza della censura di incostituzionalità, viene proposto il vizio di errore di fatto revocatorio per omessa pronuncia sui vizi, non esaminati e trattati in sentenza, relativi a: “complessi motivi di censura” sui vizi degli atti adottati; sull’onere di contestazione; sui requisiti per la licenza; sullo statuto delle imprese.

Considerato e ritenuto, rispetto alla sentenza oggetto di revocazione, che le ragioni del dedotto vizio revocatorio consistente nell’errore di fatto, rispetto all’esame di tali vizi o vizi-motivi, ad una delibazione sommaria propria della attuale fase, non paiono immeritevoli di positiva valutazione;

P.Q.M.

accoglie l’istanza di misura cautelare monocratica sopra esposta e per l’effetto sospende gli effetti della sentenza oggetto di ricorso per revocazione.

Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 13 giugno 2019”.

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