Nel settore della fiscalità internazionale, l’attività della Guardia di Finanza nel 2018 si è concentrata sui fenomeni connotati da maggiore insidiosità e pericolosità, quali l’illecito trasferimento di capitali in Paesi a fiscalità privilegiata, ma anche contro il gioco d’azzardo illegale.
E’ quanto si legge in un report del Mef allegato al Def 2019.
Tra i piani affidati alla Guardia di Finanza anche una serie di interventi  a contrasto del gioco e delle scommesse abusive
Al fine di garantire un’adeguata presenza ispettiva nel settore dei giochi e delle scommesse, è stata confermata, anche per l’anno 2018, l’esecuzione di due piani operativi denominati: “giochi illegali”, per il contrasto dei fenomeni d’illegalità e abusivismo nei settori dei –giochi122, compresi quelli on line, delle manifestazioni a premio e di sorte locali; “scommesse illegali”, mirato a prevenire e reprimere gli illeciti che interessano le -scommesse e i concorsi pronostici, inclusi quelli on line. L’attività della Guardia di Finanza a tutela del monopolio statale del gioco è volta a reprimere tutte le forme di illegalità che interessano il settore – dal mancato pagamento dei tributi, ai fenomeni di abusivismo, alla presenza di organizzazioni criminali nella gestione delle attività lecite e illecite – allo scopo di tutelare: il gettito fiscale connesso al prelievo erariale unico, all’imposta unica sulle scommesse -e all’imposta sugli intrattenimenti, oltre che alle imposte dirette e indirette; il corretto funzionamento del mercato dalle distorsioni provocate da operatori privi -delle concessioni e delle autorizzazioni previste dalla legge; i consumatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia, avuto -particolare riguardo alle fasce più deboli. L’impegno operativo dei Reparti si sviluppa, in primo luogo, attraverso controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta nel più ampio quadro dei “Piani coordinati di intervento”, eseguiti a livello nazionale, in sinergia con le altre Forze di Polizia e con la collaborazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Questi piani coordinati di intervento vengono effettuati nell’ambito: del “Comitato di Alta Vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori”, previsto dall’art.15-ter del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102; del c.d. “Piano Balduzzi”, previsto dall’art. 7, comma 9, del Decreto Legge 13 -settembre 2012, n. 158, convertito dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189, il quale prevede la pianificazione annuale, da parte di Agenzia delle dogane e dei monopoli e Guardia di Finanza, di controlli specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, presso gli esercizi dove sono installate newslot ovvero vengono accettate scommesse, in prossimità di istituti scolastici, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto. Per la scoperta e la repressione delle più gravi e complesse forme di frode e di illecito, invece, le unità operative svolgono indagini di polizia giudiziaria, sotto la direzione della magistratura inquirente, avvalendosi degli incisivi strumenti investigativi previsti dal codice di procedura penale. La Guardia di Finanza, inoltre, fornisce il proprio contributo per arginare la diffusione del gioco abusivo via internet: a tal fine viene effettuato un continuo monitoraggio del web, volto all’individuazione di condotte illecite e alla verifica dell’avvenuta inibizione dei siti di gioco non autorizzati. 122 La categoria dei “giochi” include gli apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, il lotto, il bingo, le lotterie e ogni altra ulteriore tipologia assimilabile a una delle precedenti, compresi i casi di utilizzo di apparecchiature, comunementedenominate “totem”, che, attraverso la connessione telematica, consentono ai clienti di giocare illecitamente sulle piattaforme di gioco on-line.

Nel settore dei giochi e delle scommesse, il Corpo, anche attraverso l’esecuzione di cinque piani coordinati di intervento, di cui tre svolti in forma autonoma, ha complessivamente effettuato 7.922 interventi, di cui 1.341 irregolari, riscontrando 2.056 violazioni e procedendo alla verbalizzazione di 15.322 soggetti. Sono state, altresì, concluse n. 204 indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria.

A seguito di tali attività ispettive sono stati sottoposti a sequestro 1.394 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento irregolari, in cui vengono ricompresi anche gli apparecchi terminali “Totem” nonché 1.263 punti clandestini di raccolta scommesse. Particolare attenzione è stata rivolta anche al fenomeno della diffusione dei Centri di Trasmissione Dati (C.T.D.), canale privilegiato utilizzato dagli allibratori esteri sprovvisti di concessione statale e di licenza di Pubblica Sicurezza, per la promozione della raccolta in Italia di scommesse. Si tratta, in sostanza, di agenzie attive sul territorio nazionale che si pongono quali intermediari tra lo scommettitore e il bookmaker, con il compito di raccogliere le puntate del singolo giocatore, trasmettendo i dati, per via telematica, all’organizzatore estero privo di concessione. In relazione a tale fenomeno, va ricordato che l’art. 1, commi 927 e ss., della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha introdotto una presunzione iuris tantum sull’esistenza di una stabile organizzazione in capo all’impresa non residente che si avvalga, ai fini della raccolta delle scommesse, di uno o più soggetti residenti, operanti nell’ambito di un’unica rete di vendita, anche sotto forma di centro trasmissione dati, cui sono attribuite le attività tipiche del gestore, quando i flussi finanziari intercorrenti tra i gestori e il soggetto non residente superino, nell’arco di sei mesi, l’importo di 500.000 euro.

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