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Il divieto, a partire da giugno del prossimo anno, di tutte le pubblicità e le sponsorizzazioni da parte delle società di scommesse costerà a regime circa 200 milioni l’anno, il Governo sta vagliando diverse ipotesi per trovare le coperture: secondo quanto riporta oggi “Il Messaggero”, la «soluzione più drastica, vista come il fumo negli occhi dalle società di gioco, sarebbe un aumento dello 0,5% del Preu sulle slot machine, il prelievo unico erariale, la parte della raccolta delle giocate che finisce nelle casse dello Stato». Si tratterebbe però di «un gioco a somma zero. Quello 0,5% andrebbe sottratto o alle vincite dei giocatori o alla quota che spetta ai concessionari. Se la decisione fosse quella di colpire le società, al danno della mancata possibilità di effettuare spot pubblicitari, si aggiungerebbe anche la beffa di una riduzione degli introiti». Più concreta, invece, un’altra possibilità, si legge ancora: «sembrerebbe che l’idea che si stia facendo maggiormente strada sarebbe quella di ridurre le vincite dei giocatori, il cosiddetto pay out. Una soluzione migliore per le società di scommesse che hanno già margini molto ridotti».

Il decreto al momento, secondo indiscrezioni, non sarebbe ancora approdato al Quirinale e si starebbe lavorando alla limitaura del testo.

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