A testa alta si reagisce alle affermazioni di un politico, rappresentante dello Stato e degli italiani, con cui attacca un settore economico com quello del gioco legale. Daniele Ughi commenta le affermazioni del Senatore Vito Crimi circa i guadagni spropositati delle imprese del gioco. In particolare la lettera è indirizzata a Valentina, l’impiegata della sala bingo a cui Crimi ha risposto.

“Cara Valentina,

sono un concessionario di Giochi Pubblici e devo dirle che concordo pienamente con il Senatore Vito Crimi per quanto ha scritto nella cortese risposta alla sua lettera.

Anche io sono convinto che nella filiera del gioco lecito c’è effettivamente qualcuno che si arricchisce in maniera spropositata : è lo Stato. Le spiego il perché.

Gli italiano spendono al gioco 19 miliardi di euro l’anno. Di questi 19 miliardi ben 11 miliardi – una quota spropositata, come giustamente dice Crimi – se li prende lo Stato. Con i restanti 8 miliardi noi concessionari paghiamo ben 150.000 stipendi compresi il suo e il mio, gli affitti dei circa 5.000 locali commerciali dove hanno sede i nostri punti vendita, ripaghiamo gli importanti investimenti tecnologici per allestire i punti vendita e paghiamo tutti i tipici costi che ha un’impresa : le bollette, le pulizie, il commercialista gli interessi bancari necessari per ottenere le garanzie da dare ….allo Stato.

Se alla fine dell’anno le nostre imprese avranno un utile di bilancio – e come lei sa con l’avvento delle leggi regionali su distanza e orari, volute anche da colleghi del Senatore Crimi, ormai non è neanche più cosi scontato – lo Stato preleverà ancora un 40% di tale utile sotto forma di tasse sul reddito d’impresa.

Per dirla in maniera ancora più semplice, se un giocatore spende 100 euro al gioco circa 57 euro se li prende lo stato, al concessionario, pagati tutti i costi rimangono circa 8-9 euro su cui lo stato applica altre tasse per circa 4 euro. In partica lo Stato prende dal gioco una quota di 12-14 volte quella che rimane agli imprenditori del settore.

Quindi, cara Valentina, secondo Lei, chi tra imprese di gioco come quella che dà lavoro a lei o a me e il Senatore Crimi – in rappresentanza dello Stato – si “arricchisce” in maniera spropositata con il gioco ?”.