L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dà il via libera alla gara per l’assegnazione della concessione del Superenalotto.

Con una comunicazione pubblicata nell’ultimo Bolletino il Granate fa sapere che “nel testo del bando di gara in esame non si ravvisano previsioni tali da condizionare l’esito della procedura a favore del precedente affidatario del servizio o suscettibili di impedire l’accesso al mercato di nuovi operatori. Sebbene siano richiesti requisiti relativi alla pregressa esperienza nel settore dei giochi nonché alla capacità finanziaria, gli stessi appaiono infatti proporzionati all’esigenza di garantire l’efficace svolgimento del servizio e la sua operatività”.

“In merito all’eventuale impatto sulla concorrenza del bando di gara in questione, e rilevato preliminarmente che l’introduzione di una clausola quale quella riportata al paragrafo 19.7 del capitolato d’oneri1 non discende da una specifica richiesta dell’Autorità, si ritiene opportuno richiamare quanto già affermato nel proprio parere del 27 giugno 2007, AS403, Modalità di affidamento in concessione della gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, pubblicato in Boll. n. 25/07. In particolare, nel predetto parere, l’Autorità, dopo aver ricordato la nozione di posizione dominante elaborata dalla giurisprudenza europea, rappresentava che ai fini dell’accertamento di un potere di mercato qualificabile in termini di posizione dominante occorre prendere in considerazione, oltre alle quote di mercato, anche altri numerosi fattori, tra i quali, in particolare, le caratteristiche del mercato in cui opera un’impresa, avuto riguardo all’esistenza di eventuali barriere all’ingresso, nonché al numero e al potere di mercato delle imprese che vi operano; “ciò consente di verificare il carattere più o meno stabile della quota di mercato dell’impresa interessata anche alla luce del grado di pressione esercitabile su di essa dai concorrenti attuali e potenziali”. Con specifico riferimento al mercato dei giochi e delle scommesse, caratterizzato dall’esistenza di barriere all’ingresso di tipo amministrativo e tecnico e da una continua evoluzione – che ha portato all’introduzione di nuovi giochi, di recente anche sul canale on line, e al rilascio di nuovi titoli concessori che hanno determinato l’ingresso di nuovi operatori –, già nel 2007, l’Autorità evidenziava la necessità di tutelare le condizioni di concorrenzialità del mercato ed evitarne l’eccessiva concentrazione. Secondo l’Autorità tale obiettivo doveva essere perseguito evitando l’attribuzione di titoli ad operare in via esclusiva e garantendo la contendibilità dei diversi giochi e scommesse, in occasione del rilascio di nuovi titoli. In questa prospettiva, “l’ingresso dovrebbe avvenire nel rispetto del principio costituzionale di libertà di iniziativa economica e dei principi comunitari di non discriminazione, di parità di trattamento, di mutuo riconoscimento e di proporzionalità; in particolare, le condizioni di accesso non dovrebbero essere tali da favorire gli operatori già attivi sul mercato”. Nello specifico, per evitare il rischio che le condizioni di accesso favoriscano ingiustificatamente gli operatori già attivi sul mercato, l’Autorità aveva sottolineato come possano essere previste clausole che non attribuiscono un rilievo determinante e assorbente al requisito della previa disponibilità di una rete distributiva, ovvero che non richiedano che i livelli di fatturato e i volumi di raccolta siano realizzati con riguardo a giochi specifici o, ancora, che non prevedano limitazioni alla costituzione di raggruppamenti temporanei di impresa” come si legge nel parere datato 1 febbraio 2019.