Rinunciare alla pubblicità sul gioco d’azzardo per garantire la tenuta sociale. Per il sottosegretario all’editoria Vito Crimi, oggi a Roma per la presentazione dell’indagine conoscitiva sull’informazione locale realizzata da AGCOM con Anci, il divieto della pubblicità al gioco d’azzardo non va messo in sdiscussione.

“Non credo che il divieto possa avere conseguenze negative, da nessun punto di vista” ha detto Crimi. Nessun pericolo nemmeno in termini di libertà di espressione o di cronaca. “In certi casi, quando è pubblicità indiretta, potrebbe essere peggio della pubblicità diretta. Addirittura un reato da perseguire penalmente”. “In questi anni sono state messe in campo tantissime risorse per il settore dell’editoria”, ha aggiunto l’esponente M5S. “Gli editori devono avere l’onestà intellettuale di dire ‘di contributi ne abbiamo presi tanti, ma tanti come pochi altri settori industriali: 4 miliardi di euro”’. Crimi ha sottolineato che “oggi esiste un’altissima domanda di informazione da parte dei cittadini, ma l’offerta di contenuti deve cambiare il suo modo di relazionarsi con l’utente finale”

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