Una festa di matrimonio tenutasi all’inizio della scorsa settimana ha fatto esplodere un focolaio di contagi a Monte di Procida, nel Napoletano. C’erano 200 invitati. “Un ulteriore aggiornamento sull’emergenza Covid-19 a Monte di Procida, risulta necessario alla luce delle ultime notizie che ci sono pervenute in queste ore. Secondo le ultime comunicazioni che abbiamo avuto ci sono altri 11 casi positivi in paese” ha scritto il sindaco Giuseppe Pugliese.

E poi ha aggiunto: “In virtù di tutto ciò sto elaborando una nuova ordinanza con delle ulteriori restrizioni per tutelare la salute pubblica. Ci siamo organizzati con l’ASL per effettuare un numero maggiore di tamponi qui a Monte di Procida. Non temete: saranno effettuati secondo le priorità dettate dalla stessa ASL e quindi in base ai link epidemiologici. Purtroppo dopo questo ulteriore aggiornamento i casi totali a Monte di Procida di Covid-19 salgono a 33 di cui, ripeto, 10 quelli comunicati ufficialmente dall’ASL e 23 quelli che derivano da tamponi effettuati presso strutture private. Gli ultimi concittadini risultati positivi sono per lo più asintomatici, qualcuno presenta una lieve sintomatologia. Seguiranno ulteriori aggiornamenti ma, nel frattempo, non facciamoci prendere dal panico e rispettiamo le regole”.

Il territorio comunale, al propagarsi di sintomi del virus, e’ stato subito blindato dal sindaco sabato 10 ottobre con una ordinanza. Fino alle ore 24 di martedì rimarranno chiuse scuole, parchi pubblici e privati, sale giochi e di scommesse e circoli per anziani. Vietate, inoltre, attivita’ sportive sia agonistiche che amatoriali, feste private e tavolate in casa con piu’ di dieci persone. L’ intento e’ frenare l’espandersi del contagio. La fotografia concreta della situazione emergenziale nel comune flegreo la fornisce il sindaco: “Ho dovuto chiudere le scuole perche’ dai dati che ho ricevuto dai dirigenti scolastici risulta che il 50% dei docenti e’ in isolamento fiduciario domiciliare in attesa di effettuare il tampone o di conoscere eventuale positivita’ di un familiare. Impossibile svolgere attivita’ didattica in simile situazione”.

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