Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha respinto – tramite decreto – il ricorso presentato “contro Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero della Salute, non costituiti in giudizio, nei confronti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non costituita in giudizio, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, per quanto riguarda il ricorso introduttivo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020, avente ad oggetto “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»”, limitatamente agli artt. 1, comma 9, lett. l) e 12, con i quali è stata disposta la sospensione dell’attività delle sale giochi dal 26 ottobre fino al 24 novembre 2020; di ogni altro atto ad esso presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compresi i verbali nn. 119 e 121 delle sedute del 18 e 24 ottobre 2020 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni e integrazioni, allo stato incogniti.

Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 5\11\2020: del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020, limitatamente agli artt. 1, comma 9, lett. l) e 14, mediante i quali è stata disposta la sospensione dell’attività delle sale giochi dal 6 novembre fino al 3 dicembre 2020; di ogni altro atto ad esso presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compresi i verbali nn. 122 e 123 delle sedute del 31 ottobre e 3 novembre 2020 del Comitato tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni e integrazioni, allo stato ignoti.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta in data odierna dalla ricorrente, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm., con la richiesta, subordinata, di abbreviazione dei termini processuali, ai sensi dell’art. 53 cod. proc. amm., per consentire la trattazione dell’istanza cautelare riguardante i motivi aggiunti unitamente a quella attinente al ricorso introduttivo del giudizio, già fissata per la camera di consiglio del 18 novembre 2020; considerato che, nella specie, non sussistono le condizioni per disporre l’accoglimento dell’istanza cautelare monocratica, ma che ricorrono i motivi d’urgenza per disporre l’abbreviazione dei termini ex art. 53 c.p.a., al fine di consentire l’esaustivo esame della richiesta cautelare, già calendarizzata per la camera di consiglio innanzi indicata;

P.Q.M.

– rigetta l’istanza cautelare monocratica, indicata in parte motiva;

– accoglie la richiesta di dimidiazione dei termini processuali e, per l’effetto, dispone che alla già fissata camera di consiglio del 18 novembre 2020 venga trattata anche l’istanza cautelare allegata ai motivi aggiunti notificati in data odierna”.