«Solo se imprese e attività non essenziali rimarranno chiuse fino a fine maggio, sarà possibile giungere a un numero di nuovi contagi per la prima volta pari a zero nel periodo tra il 3 e l’11 maggio, come previsto dal nostro studio commissionato al dipartimento Magellan Robotech».

Lo ha dichiarato Giovanni Garrisi, CEO di Stanleybet, colosso inglese del betting internazionale, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano nazionale Libero. Ma non solo: per mantenere questa condizione di ritorno alla normalità, occorre che ciascuno Stato rimanga blindato fino a fine agosto entro le proprie frontiere. «Restiamo isolati e vinceremo – sintetizza Garrisi – Confini terrestri e marittimi e aeroporti, fatto salvo un volo al giorno legato a particolari necessità, dovrebbero essere chiusi per evitare l’insorgere di nuovi focolai. Lo ha dimostrato la Cina: i contagi di ritorno sono quasi tutti causati da persone che arrivavano dall’estero».

La ricerca, commissionata da Stanleybet al suo dipartimento di robotica Magellan Robotech, si basa su un modello matematico che, ricorrendo a robot e facendo leva sui dati di Protezione Civile e autorità sanitarie dei vari Paesi oltre che dell’Oms, è in grado di dimostrare che il “picco” di contagi in Italia è già stato raggiunto il 27 marzo. La curva continuerà a rallentare fino al 7 maggio, quando si dovrebbe arrivare al momento di contagi 0. Tuttavia il modello prevede che, dopo il 15 aprile, la curva si muoverà ad altalena, abbassandosi per poi crescere di nuovo. Occhio quindi all’eccessiva euforia: un’osservanza più blanda delle raccomandazioni sanitarie potrebbe generare una ripresa della pandemia.

Ma, da questo punto di vista, assicura Garrisi, non siamo messi così male rispetto ad altri Stati: «Tra i 9 Paesi sottoposti alla nostra osservazione, cioè Cina, Inghilterra, Danimarca, Belgio, Italia, Romania, Croazia, Malta e Cipro, siamo al terzo posto per livello di obbedienza alle regole. Se continuiamo con questo senso di responsabilità, saremo tra i primi a uscire dall’emergenza».

Anche dopo il 7 maggio, per tre settimane, saranno possibili minime crescite e nuovi cali dei contagi (un giorno ce ne potranno essere 15, il seguente 5, e il successivo 10), fino a che non si stabilizzeranno su una linea piatta di 0. Solo a quel punto, intorno al 28 maggio, si potrà tornare alla normalità, e quindi a lavorare e circolare come prima.