“Nel 2020 il calo delle entrate correnti (-6,4 per cento; -53,4 miliardi) è dovuto soprattutto alle entrate tributarie (-6,7 per cento; -34 miliardi) e in particolare da quelle indirette (-11,2 per cento; -28,9 miliardi) a causa di contenimenti significativi dell’Iva, delle accise sugli olii minerali, dell’Irap (oggetto peraltro di parziale abolizione temporanea) e dell’imposta su lotto e lotterie (per la chiusura dei luoghi di gioco); le imposte dirette hanno registrato un decremento più contenuto (-2,1 per cento; -5,5 miliardi) scontando soprattutto una flessione del gettito dell’Irpef. (…) Crescono nel 2021 le imposte indirette (+19,1 miliardi) passando dal 13,9 per cento al 14,3 per cento del prodotto, livello che si conferma nel triennio successivo. Un incremento che riguarda in particolare quelle sugli affari e sui giochi”. E’ quanto si legge nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 della Corte dei Conti.