“La pandemia non è stata uguale per tutti. Lo sanno bene le donne, tra le categorie più colpite dalla crisi innescata dal Covid-19. Daniela Fasciani ha 44 anni e si occupa da sola delle due figlie di 7 e 17 anni. «In questi mesi ho dovuto dire tanti no alle mie ragazze. Richieste banali come mangiare un panino fuori», racconta con un filo di voce. Daniela da un anno è in cassa integrazione. Da quando il virus ha costretto alla chiusura temporanea la sala bingo al Colosseo in cui era impiegata da 20 anni. «Era l’unico stipendio in casa – rivela – La cassa integrazione è misera, arriva in ritardo. Ho iniziato a fare le pulizie per mangiare»”, scrive il Corriere della Sera.

“Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2020 l’occupazione nel Lazio ha subito una flessione del 4,8% rispetto al 2019. Tra i 116mila addetti licenziati, dicono i dati emersi proprio in concomitanza con l’8 marzo, festa delle donne, 61mila sono lavoratrici. Per chiarire le dimensioni della disparità di genere: tra gli inattivi in età lavorativa ci sono 792mila donne, quasi il doppio rispetto ai 454mila uomini. Numeri in linea con gli andamenti pre-pandemici”.

«Abbiamo rilevato discriminazioni nei confronti di chi ha figli o è un lavoratore fragile», fa il punto Giulia Falcucci, della Cisl Roma. «Dobbiamo aiutare le donne a conciliare vita e lavoro e a rientrare nel mondo del lavoro quando ne sono uscite da tempo. C’è bisogno dei congedi parentali per covid non rinnovati da gennaio».