Il Tar Sicilia ha accolto – tramite decreto – il rinvio di alcuni ricorsi presentati contro il Comune di Palermo in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza sindacale avente ad oggetto “Determinazione delle distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse e disciplina degli orari relativi a tali attività”.

Nel dettaglio l’ordinanza sindacale n. 275/OS del 12 dicembre 2019, emanata dal Sindaco del Comune di Palermo, pubblicata sull’Albo pretorio on line del sito istituzionale del Comune di Palermo in data 12 dicembre 2019, avente per oggetto «determinazione delle distanze minime dai luoghi definiti “sensibili” per l’utilizzo degli apparecchi da gioco e l’ubicazione di sale gioco e sale scommesse e disciplina degli orari relativi a tali attività» (doc. n. 1), nelle parti (ivi inclusi i relativi presupposti motivazionali) in cui l’Amministrazione ha così deciso:

1) «sono stabiliti i seguenti orari di esercizio dell’attività di sala gioco e di utilizzo degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincente in denaro collocati in altre tipologie di esercizi ex art. 86 e 88 del T.U.LL.P.S.

– ORARI DI ESERCIZIO DELLA SALE GIOCHI AUTORIZZATI EX ART. 86 TULPS

L’orario di esercizio delle sale giochi è fissato dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 19:00 alle ore 24:00 di tutti i giorni, festivi compresi;

– ORARI DI FUNZIONAMENTO DEGLI APPARECCHI DI INTRATTENIMENTO E SVAVO CON VINCITA IN DENARO, DI CUI ALL’ART. 110, COMMA 6, DEL TULPS R.D. N. 773/1931, collocati negli negli esercizi autorizzati ex art. 86 T.U.L.P.S. (bar ristoranti, alberghi, rivendite di tabacchi, ricevitorie lotto, esercizi commerciali, ecc.) e negli esercizi autorizzati ex art. 88 T.U.L.P.S. (agenzie di scommesse, negozi di gioco, sale bingo, ecc.)

L’orario massimo di funzionamento degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, collocati nelle tipologie di esercizi di cui sopra, è fissato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 19.00 alle ore 24.00 di tutti i giorni, festivi compresi»;

2) «fatta salva l’applicazione di altre disposizioni di legge, nonché delle previsioni del codice penale – la violazione alle disposizioni previste dalla presente Ordinanza comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 100,00 ad un massimo di euro 500,00 ai sensi dell’art. 7 bis del decreto legislativo 13 gennaio 2000 n. 267; il pagamento in misura ridotta è fissato in 350,00 euro.

Inoltre, in caso di recidiva, si applicherà per un periodo di dieci giorni, la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110 del T.U.L.P.S., e/o la chiusura dell’esercizio per 10 giorni.

La recidiva si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte nell’arco di un anno, anche laddove il responsabile abbia proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione ai sensi dell’art. 16 della legge 24.11.1981 n. 689»;

Per il Tar: “Rilevato che: i ricorrenti, con istanza depositata in data 20 marzo 2020, hanno chiesto il rinvio della trattazione dell’istanza cautelare, già fissata alla camera di consiglio del 24 marzo 2020 (rinviata d’ufficio a data successiva, ex art. 84, co. 1, d.l. n. 18/2020), evidenziando l’attuale insussistenza di esigenze cautelari a causa della sospensione dell’attività disposta dall’art. 2, comma 1, lett. c), del D.P.C.M. 8 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020; hanno, quindi, chiesto il rinvio alla prima camera di consiglio utile dopo la suddetta data.

Considerato che: in base al sistema delineato dall’art. 84, commi 1 e 2, del d.l. n. 18/2020, dal giorno 8 marzo 2020 e fino al 15 aprile 2020 (inclusi) tutti i termini relativi al processo amministrativo sono sospesi e la trattazione collegiale è fissata a una data immediatamente successiva al 15 aprile 2020 (con l’eccezione delle ipotesi di accoglimento, totale o parziale, con decreto monocratico, in cui, ove possibile, la trattazione collegiale in camera di consiglio è fissata a partire dal 6 aprile 2020); non sussistono i presupposti per l’applicazione della deroga di cui al citato art. 84, co. 2; la prima camera di consiglio utile dopo il 15 aprile è quella fissata per il 21 aprile 2020.

Ritenuto, pertanto, di accogliere l’istanza e di rinviare la trattazione della domanda cautelare alla camera di consiglio del giorno 21 aprile 2020.

P.Q.M.

Accoglie l’istanza di parte ricorrente e, per l’effetto, rinvia la trattazione della domanda cautelare alla camera di consiglio del giorno 21 aprile 2020″.