“Chiederemo al Governo interventi ad hoc per le agenzie di scommesse italiane”. Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia, anticipa la linea dell’associazione alla luce della situazione che si è venuta a creare come conseguenza della pandemia da Coronavirus e a pochi giorni dalla approvazione del decreto “Cura Italia”, che tra le misure di emergenza per fronteggiare l’emergenza ha previsto anche interventi sul settore del gioco. “Provvedimenti che non includono le sale scommesse, ovvero 7.000 esercizi distribuiti sul territorio che producono entrate importanti per il Paese. 7.000 imprese che vengono portate avanti con non senza difficoltà. Per cui paghiamo affitti e sosteniamo spese anche in momenti come questi. Chiediamo di essere riconosciuti come operatori, specie ora che abbiamo chiuso esattamente come ci è stato chiesto, rispettando le regole”. “Anche per le partite Iva è previsto un indennizzo, e per noi cosa è stato fatto?”. Chiacchio ricorda come anche l’accesso al credito sia diventato impossibile a causa delle restrizioni che gli istituti bancari applicano alle imprese di gioco. “Lo Stato deve intervenire anche su questo, abbiamo bisogno di liquidità e senza interventi molte sale potrebbero non essere in condizioni di riaprire”. Per questo l’associazione sta lavorando ad un documento da inviare al Governo per spiegare la situazione. “Siamo aperti ad ogni proposta che provenga dal comparto. Invitiamo tutti a collaborare con idee e suggerimenti che potranno essere inviati tramite il sito dell’associazione “. “Confidiamo in un intervento dello Stato già con il primo provvedimento utile”, conclude Chiacchio.