Per Vittorio Foschini, psicoterapeuta del Ser.T con Alta specializzazione sulle nuove dipendenze, il lock down sembra aver avuto un effetto “positivo” imprevisto: “il Gruppo regionale di esperti sul gioco d’azzardo patologico, riunitosi ieri mattina 22 aprile, in modalità on line, ha verificato una riduzione considerevole del gioco d’azzardo”.

“Rispetto ai giocatori con cui siamo in contatto come Ser.T, quindi giocatori già in cura, siamo contenti perchè ci hanno confermato che, non potendo uscire di casa, non cadono in tentazione – spiega Foschini –. (…) Negli ultimi due mesi, le telefonate al Ser.T sono calate in maniera esponenziale. E’ una tendenza riscontrata in tutta la regione: la percezione è che le persone, non potendo giocare, si siano in parte ravvedute. Il lock down ha quindi avuto una ricaduta positiva (…)”.

Come si legge su ravennanotizie.it pare inoltre che il gioco online non sia aumentato in maniera particolare. “L’aumento c’è stato a livello nazionale ma non c’è stata un’accelerazione preoccupante del trend. Parliamo di un fenomeno in costante aumento, ma i dati non raccontano un picco negli ultimi mesi”.

L’ennesima dimostrazione di come il proibizionismo sia totalmente sbagliato, non solo perchè porta ad un fisiologico aumento dell’illegale, ma anche perchè proposto in un’ottica ipocrita di lotta alla dipendenza da gioco. Quel gioco che si presenta più che altro come un passatempo per la maggior parte delle persone, giocatori razionali in grado di rinunciarvi senza grosse difficoltà.