“Ci sono state profonde modificazioni genetiche nel campo della criminalità organizzata, si è evoluta. Le associazioni mafiose oggi non sono più interessate alle attività di tipo sanguinario, queste rimangono, ma il centro dei loro interessi si è spostato verso sistemi di tipo economici. Il vero scopo è fare business. Oggi più che mai non esiste un fenomeno criminale omogeneo. C’è una discontinuità morfologica. Le nostre capacità di indagine ci permettono di scendere nel dettaglio e vedere come si è segmentato il fenomeno della mafia. Oggi ci sono nuove chiavi interpretative. Di recente si è parlato di mafia liquida, un qualcosa che è molto mutevole, che non corrisponde più alla visione pietrificata dei clan di un tempo. Oggi dovremmo però forse parlare di mafia fluida, perchè le strutture organizzative ormai si sovrappongono le une alle altre”.

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Lo ha detto Giovanni Russo, Procuratore generale aggiunto Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo all’incontro “Il Gioco in Italia: tra criticità e opportunità” organizzato da Eurispes presso il Palazzo dell’Informazione a Roma per riflettere sui risultati emersi dalle ricerche condotte dall’Istituto attraverso l’Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie e sulle ulteriori prospettive di indagine sul settore gioco in Italia.

“L’operatore che è sul mercato se non è adeguatamente informato non è in grado di fare delle scelte, questo non riguarda solo il settore del gioco. Il sistema dei giochi è organizzato in maniera da minimizzare la capacità di sviluppare un pensiero razionale, ogni gioco ha un valore monetario negativo. Si gioca per vincere, l’effetto negativo è che più giochi e più perdi e questo spinge a rigiocare per cercare di ridurre le perdite. Quello del gioco è un settore molto delicato e per questo la criminalità organizzata ci ha messo le anni da 100 anni. Sia intervenendo sul gioco legale che dando vita ad una serie di ‘strade’ alternative. Voglio fare una precisazione, mentre è certo che la compressione dell’area legale spinge verso quella illegale, va specificato che l’espansione dell’area legale dell’azzardo non comporta automaticamente la riduzione di quella illegale. Servono ricerche approfondite su questo aspetto”.