“E’ importante fare riferimento allo studio che ha fatto l’Istituto Superiore di Sanità. Ha detto cose importantissime e proprio per questo alcuni politici hanno detto che l’ISS si era venduto, per aver detto che il distanziometro consentiva solamente la collocazione al di fuori dei centri storici. Il giocatore affetto da questa patologia, vuole giocare sotto casa dove viene osservato e controllato dai familiari, dal collega, dagli amici o se ne vuole andare in periferia dove nessuno lo vede e può fare quello che gli pare? Le osservazioni dell’Istituto Superiore di Sanità le faccio mie, il distanziometro continua a non funzionare. In molti territori si sta facendo un passo indietro, auspico che si faccia un passo indietro, perchè all’orizzonte c’è la criminalità organizzata e c’è un problema di salute pubblica, un problema occupazionale”.

Lo ha detto Riccardo Pedrizzi, già Senatore della Repubblica ed esperto del settore dei giochi all’incontro “Il Gioco in Italia: tra criticità e opportunità” organizzato da Eurispes presso il Palazzo dell’Informazione a Roma per riflettere sui risultati emersi dalle ricerche condotte dall’Istituto attraverso l’Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie e sulle ulteriori prospettive di indagine sul settore gioco in Italia.

“Non si vuole ricordare la capacità di innovazione teconologica di questo settore, che è uno dei più avanzati. Gli investimenti esteri difficilmente con questa legislazione arriveranno nel nostro paese. L’espansione del gioco clandestino deve essere contrastata attraverso un riordino del settore. Non è possibile che ogni giorno il settore venga tassato. Ho sempre pensato che per poter dare dignità ai giochi e al gioco bisognasse collegarli ad una finalità sociale e culturale. Abbiamo un grande esempio, in Spagna c’è la Once, che con i ricavati delle lotterie svogle un’azione sociale” ha aggiunto Pedrizzi.

“L’azione della Guardia di Finanza è esemplare, lavora benissimo in tutto il territorio, ma occorre il coinvolgimento pieno anche di tutti gli operatori del settore, la filiera deve parlare all’unisono, non è possibile che il settore sia frazionato e intorloquisca con la politica, il governo e il parlamento in maniera separata. Serve un testo unico, un quadro normativo unitario, solo così si può dare certezza del diritto e si sà come potersi muovere” ha concluso Pedrizzi.